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giovedì, luglio 17, 2008

Catores

Brutte notizie dal Nanga Prabat: Karl Unterkircher, alpinista estremo di Selva di Val Gardena risulta essere precipitato in un crepaccio nel tentativo di scalata della su detta montagna, la nona vetta piú alta della terra.
Avendo passato tutte le estati e inverni della mia gioventù nei pressi di Selva, precisamente sopra Plan de Gralba, dove i miei nonni avevano un albergo, la notizia mi ha colpito.
Karl, oltre ad essere nel Guinness dei primati per avere scalato per primo, senza l’ausilio dell’ossigeno supplementare, il K2 e l’Everest in soli 2 mesi, ad essere uno dei migliori alpinisti italiani, era il presidente dei Catores, storico gruppo di guida e soccorso alpino della Val Gardena.
I Catores per me sono un mito di gioventù, un simbolo di coraggio e destrezza, il connubio per eccellenza tra sport e amore/rispetto per la montagna e altruismo. Il nostro albergo si trovava a circa 200 metri dall’attacco del Gruppo del Sella e molti alpinisti sceglievano quel luogo per fare roccia. Capitava, e non di rado, che qualche scalatore rimaneva bloccato in roccia. A quel punto si presentava qualcuno in albergo per poter chiamare i soccorsi (non c’era ancora il cellulare…). Dopo pochi minuti accorrevano i Catores a sirena spiegata, scendevano, si attrezzavano e andavano a recuperare il malcapitato. Scalavano come ragni, a velocitá incredibili, con una sicurezza che metteva la pelle d’oca dall’ammirazione.
Il mio ultimo pensiero, prima di addormentarmi va a lui, a Karl, gardenese, alpinista, che forse tanti ha soccorso, e che ora si trova in un crepaccio, senza la possibilità che qualche Catores venga a tirarlo fuori, lasciato al suo destino, che finisce proprio nel luogo che ha sempre amato: la montagna.



venerdì, dicembre 21, 2007

Shengdan jie kuaile (buon natale)

Eccomi qua, pronto per quest’altro natale fuori casa, senza neve, senza cenone con i miei (Annemaria’s kitchen is the best!!!), senza il dolce stupore dei miei nipoti per i regali, senza l’immancabile messa di mezzanotte (di solito con giá qualche centinaio di bicchieri in corpo di troppo…). E soprattutto un altro natale al caldo, si perché come l’anno scorso a Saigon, anche qua a Guangzhou abbiamo temperature decisamente alte (ieri c’erano 27 gradi). Che dire: nonostante sia ateo (o per lo meno agnostico) a me il natale a casa manca, mancano la neve ed il freddo, le sciate, l’atmosfera natalizia (negli ultimi tempi anche troppo sputtanata), i Glühwein al Christkindlmorkt… Mi rifaró fra un mesetto…
Comunque qui in Cina sono in buona compagnia, Alberto, pure lui montanaro, sente la nostalgia per una bella sciata quanto me, mentre Andrea, veneziano, sente la nostalgia… per un giro in gondola. Abbiamo organizzato pure un bel balletto come auguri di natale: clicca qui. Siamo sempre piú al limite del nostro equilibro mentale e ció si riflette sulle nostre scelte estetiche (clicca qui). Abbiamo avuto tre mesi di superlavoro (cosa a cui ormai non ero piú abituato, infatti la mia allergia al LAVORO sta diventando sempre piú cronica e si manifesta ormai sempre piú spesso sotto forma di prurito cutaneo…).
A parte gli scherzi é stato un anno di grandi cambiamenti e fatiche, di grandi soddisfazioni. É stato il mio primo anno in Cina. Un anno dove ho imparato ad amare questo paese, dopo le iniziali non piccole problematiche di ambientamento. Un anno che mi ha fatto conoscere questo strano popolo, pieno di contraddizioni: infantile da una parte (provate a conversare su un qualsiasi tema con un cinese medio) e maturo (i giovani giá a 18 anni sono spesso a lavorare a centinaia di chilometri da casa, mantenendo tra l’altro i genitori e fratelli), dinamico come popolo (venite a vedere le opere pubbliche che mettono in piedi in pochi mesi; innegabili sono i successi di crescita economica) e macchinoso come individuo (specialmente quando si tratta di comprendere la nostra logica), burbero (e come!!!) e nello stesso tempo, andando a fondo, molto ospitale (quando ti accettano tra loro…). Dopo un anno tiro le somme e devo dire che mi piace vivere qui e mi piace lavorare con i cinesi (che hanno tantissima voglia di fare e imparare). E poi mi piacciono le cinesi…. (motivo per cui vado a lezioni di mandarino, ovviamente).
Ma una bella sciata ragazzi….
Buon natale a tutti, divertitevi, bevetene uno anche per me (con i miei compari non mi risparmieró in proposito) e a presto.

venerdì, settembre 14, 2007

oh mein Südtirol

Leggendo quello che considero il miglior blog sulla mia amata terra, l’Alto Adige / Südtirol (Spaghetti mit Knödel – giá bello il nome…), mi sono imbattuto in una domanda che mi sta facendo pensare molto ultimamente: che cosa significa per me patria?
Se chiudo gli occhi e penso alla mia terra mi immagino di essere piccolo, circa 10 anni, da solo, 8 di mattina, sulla mia pista preferita a Plan de Gralba, Val Gardena. Respiro la fredda aria del mattino, vengo giú per la pista completamente vuota e gli unici rumori che sento sono le lamine degli sci che tagliano il manto nevoso e la fune dell’impianto di risalta che passa sulle rotelle dei pilastri di sostegno. Quanto assaporavo quei momenti, momenti che non dimenticheró mai. O penso a quando arrivava il tramonto, sempre in Val Gardena, quando mio padre raccontava a noi bambini la favola di Re Laurino, del suo giardino di rose, e noi in religioso silenzio ascoltavamo queste storie affascinati a bocca aperta. Nostalgia per la mia gioventù, piú che Hoamweah, nostalgia di casa! Mah….
Ormai é piú di un anno che non torno a casa, che non vedo le mie montagne, che non respiro la fresca aria altoatesina. Un anno poi in un contesto completamente diverse quale è il continente asiatico. Che cosa mi manca? I genitori e parenti, certamente, gli amici, sicuro, una bella sciata (non immaginate quanto!!!), uno spritz time come si deve al baretto la domenica mattina….
E poi? E poi non lo so. Ed è questo il punto. Mi mancano ovvi aspetti della mia terra, come gli affetti e il paesaggio, che ho incominciato poi ad apprezzare ancora di piú all’estero, come succede alla stragrande maggioranza degli espatriati.
Ma l’Alto Adige è diventata per me da molto tempo ormai una realtà che mi va stretta, una realtà chiusa, monotona e noiosa. Una realtà dove non succede mai niente di nuovo, dove si fanno sempre le stesse cose, dove si diventa pigri e annoiati.
Ti amo tanto Südtirol, ma non ti voglio piú! (per adesso…)

domenica, febbraio 18, 2007

Corrado

Corrado se ne è andato ormai da un paio di anni e ogni tanto, come l’altra notte, viene a farmi visita nel sonno. I miei sogni sono spesso molto confusi e anche questa volta non saprei raccontarne la trama. Mi sembra parlassimo di musica, cosa che facevamo spesso. Quando lo ritrovo ogni tanto mi fa rivivere quelle interminabili giornate/serate/nottate dei primi tempi del centro giovani, tra musica suonata e ascoltata e discussioni politiche, esistenziali e pseudo-filosofiche, canne e litri di vino e birra. Gli anni della mia adolescenza. Si parla di 12 anni fa piú o meno. 12!!! Oggi poi mi sono scaricato una vecchia raccolta dei CCCP (Enjoy CCCP). Questa è la musica che mi ricorda Corrado, la canzone Militanz soprattutto: a casa ho una musicassetta (!!!) con la registrazione della cover che facciamo (Gianni alla batteria, Ciuca al basso ed io alla chitarra) proprio di Militanz con Corrado alla voce. È un emozione sentirla…
Un'altra persona che mi fa visita ogni tanto nei miei deliranti sogni è Claudio, altra persona a cui ho voluto e voglio tuttora un gran bene, mio primo datore di lavoro, quando facevo il barista durante le vacanze estive al Buffet della stazione. Grande scuola quella del Buffet, basti pensare ai ferrovieri della manovra, ai dipendenti dell’Alpina o ai frontierini austriaci per non parlare dei nostri della Polfer… e tutti i fortezzini chiaramente, che nel Buffet avevano una seconda casa.
Non so… piú vado avanti e piú continuo a guardarmi indietro. Ho la sensazione che passato presente e futuro si stiano amalgamando in continuazione: un momento sono a casa con i miei amici e subito dopo mi ritrovo a migliaia di chilometri di distanza in un contesto completamente diverso. Era settembre, ero in montagna con Robi e BAM! Sono in Cina, è febbraio e sto scrivendo questo post. Veloce, troppo veloce. Il tempo in mezzo l’ho vissuto, certo, assaporato, certo… ma tutto è veramente troppo veloce. Il tempo vola e il guardarmi indietro è forse un modo per aggrapparmi a qualcosa cercando di non farlo correre troppo veloce questo cazzo di tempo.

lunedì, febbraio 12, 2007

A volte perdo la pazienza...

Abbiamo avuto una settimana molto intensa, due catering da 40 persone ciascuno, ho dovuto seguire tutto di persona ovviamente e alla fine i clienti erano molto sodisfatti. Che fatica però, specialmente il secondo: partiamo alle 18 per essere sul posto alle 18.30, visto che la festa iniziava alle 20.00. L'indirizzo lo avevo comunicato 3 giorni prima all'autista. Alle 18.45 siamo ancora per strada e incomincio a diventare nervoso. Chiedo quanto ci vuole. 5 minuti. dopo 10 minuti incomincio ad incazzarmi. Scusa ma è buio e non riconosco bene il luogo... Cosa???? Intanto uno dello staff mi dice di stare calmo che risolve lui. Alle 19.30 l'autista si ferma e chiede informazioni. Io già tiro pugni sulla porta del suo furgone... beh arriviamo alle 19.40 con tutto ancora da preparare. Quanti porconi che ha ricevuto l'idiota. Comunque alla fine tutto è finito bene e abbiamo fatto in tempo.

Tutto è veramente molto difficile qui in Cina, chiedi semplicemente di farti dare un indirizzo con l'aiuto di una traduttrice e questi parlano mezzora. Oggi stavo facendo contabilità e controllavo le fatture. Voglio farmi tradurre una voce di spesa e chiedo: what is this? La mia traduttrice incomincia a parlare e parlare con il mio factotum, incaricato della spesa... Ci ha messo mezzora a farmi capire cos'era... che nervoso mi è venuto!
Per il capodanno cinese si preavvisa poco lavoro e per cui avrò tempo di visitare un pò questa città, che secondo me offre ancora angoli di autentica Cina, al di fuori della modernità imperversante del centro. Vedremo...

San Valentino si sta avvicinando e al ristorante abbiamo un menu speciale per l'occasione. A me intanto manca la mia piccolina...

martedì, gennaio 09, 2007

Tormentato... sempre

Sono tornato a Saigon, devo organizzare il mio viaggio in Cina, fare il visto, fare le valigie (vi assicuro non cosa facile con tutta la roba che ho accumulato). Il motorino l’ho già venduto, il televisore ed il lettore DVD pure. Ormai ci sono anche abituato. In un anno avrò cambiato 6 volte dimora e mi sento ormai un nomade. La sensazione piú strana che stò provando è che quando vado a Nha Trang è come se tornassi a casa, se vado a Muine è come se tornassi a casa, quando torno a Saigon è come se tornassi a casa, quando sono tornato a Casa era come se tornassi a casa… cioè non so come spiegarmi, ma casa per me sono diventati tanti posti. Chissà se succederà anche per Guangzhou. Di certo devo iniziare di nuovo da ZERO, qui con la gente spiaccicavo qualche frase in vietnamita e capivano che non ero turista (l’etichetta piú scomoda che puoi avere da queste parti, cercano di incularti a destra e sinistra).
Tornando da Muine in bus (la moto l’ho lasciata su perché l’ho venduta appunto) ho incontrato la mia Hue, alla fine ci siamo riappacificati, e adesso la mia partenza diventerà ancora piú traumatica. Che palle, il mio animo è destinato a essere sempre tormentato…

venerdì, gennaio 05, 2007

Goodby Vietnam

Mancano pochi giorni e si concluderà la mia avventura vietnamita (per ora). Prossima settimana prenderò un aereo per Singapore e da li poi uno per Macau, dove mi fermerò per 2 giorni, giusto per ottenere un visto di sei mesi per la Cina. Arriverò a Guangzhou con un bus dopo un viaggio di 2 ore.
Si conclude dunque dove è iniziato questo mio indimentcabile periodo: a Muine. E lo concludo addirittura nello stesso bungalow che affittavo all’inizio della mia avventura. L’altro giorno, di mattina, sono andato in spiaggia semplicemente ad assaporare la brezza e lo scroscio del mare e ho riflettuto parecchio. Sui mesi passati lontano da casa, su tutto quello che mi è capitato, che ho vissuto, imparato, sulla gente che ho conosciuto. E come ogni volta che si avvicina una partenza sento un pò di tristezza. Muine mi ha dato tanto, tantissimo. Ho conosciuto tanta gente qui, tutti borderline, di una grande simpatia, generosità d’animo e tutti con una certa particolarità... Staffan, Max, Andras, John... Quante serate in giro nei bar, quante balle, quante partite a biliardo, quante chiaccherate con le topoline dei vari internet shops o ristoranti, quanti turisti ma soppratutto turiste, da ogni parte del mondo, quante mattinate in spiaggia ad assaporare la solitudine di quei momenti... Quando torno qui mi sento come a casa. E chissà che un giorno non torni qui, a costruirci la mia casa...
Sono contento di aver fatto parte per un certo periodo di questo posto, con tutte le sue particolarità. Del Vietnam mi rimarrà sopratutto questo posto, Muine, piccolo ma piacevole, mi rimarrà la vita notturna pazzoide di Saigon, i pomeriggi a base di saune, whirlpool e massaggi con Marco, mi rimarranno le serate al Sailing Club di Nha Trang con Luca ed Alberto, le serate al Wax o al Ngoc Bich con Andrea, mi rimarrà nel cuore la mia storia con Hue, conclusa forse nel momento giusto per entrambi, mi rimarranno i sorrisi delle ragazze vietnamite che ho avuto il piacere di conoscere e che si meravigliavano per una semplice carezza (l’uomo vietnamita non ne dispensa tante), mi rimarrà il cibo vietnamita. Mi rimmarranno tutte le persone piacevoli che ho conosciuto qui. Stavo pensando che ora che mi sposto in Cina non solo sentirò nostalgia di casa,ma anche del Vietnam...
A Muine lascio un altro pezzetto del mio cuore. Lacerato ormai dalle partenze e dagli adii, ma che si rigenera ogni volta che si sposta in nuovi luoghi e incontra nuova gente.

domenica, dicembre 24, 2006

Buddismo?

Poche ore alla vigilia, al mio paesello si starà festeggiando come solo noi sappiamo fare, e devo dire che in queste ore la nostalgia si fa sentire. Ma passerà. Dopodomani prendo la moto e torno al mare, c’è da dare una mano ad Andrea che gestisce il ristorante della nostra catena a Muine. Intanto qui a Saigon assisto a scene grottesche: girano su motorini famiglie intere mascherate, i maschi da Babbo Natale e le femmine da angioletti; per le strade falce e martello addobbati in modo natalizia, tutti luccicanti e ricoperti di finta neve, milioni di ragazze con sto cazzo di berretto in testa (come del resto io nel post precedente), un colossale shopping collettivo (stamattina sono andato alla Metro: non riuscivo a passare per alcuni scompartimenti, e vi assicuro, la Metro di Saigon è enorme…). Ad un certo punto mi sono fermato e mi sono chiesto: ma io sono o non sono in un paese a maggioranza (80%) buddista???

venerdì, dicembre 22, 2006

Chúc Giáng Sinh Vui Vẻ (buon natale)

Mai come quest'anno sento così poco l'avvicinarsi del Natale, complice anche il caldo tropicale, la lontananza dalla famiglia e dagli amici, la mancanza del desiderio di vacanza che proprio in questo periodo diventava solitamente necessità. Si perchè essendo perennemente in vacanza come fai a desiderare le ferie?! Mi mancherà la neve, mi mancheranno le sciate, la Sella Ronda, mi mancherà la mattina della vigilia allo spritz-time piú devastante dell'anno (se siete hardcore come me dovete arrivare almeno alle 17, andare a dormire e fare di conseguenza incazzare vostra mamma o moglie o ragazza…), mi mancherà la cena a casa con i miei, il delizioso menu preparato dalla migliore cuoca del mondo, mia mamma, mi mancherà lo stupore dei nipotini all'apertura dei regali, mi mancheranno tante cose. Svantaggi di vivere così lontano da casa...

Auguroni a tutti quelli che mi vogliono bene, un caldo abbraccio dall'ancora piú caldo Vietnam!


P.S. Intanto qui a Saigon stanno addobbando la città per le feste natalizie: il trionfo del kitsch! Ma così kitsch da far venire la pelle d'oca...

sabato, settembre 23, 2006

le mie montagne

Oggi con Belze ho fatto un giretto in Val Gardena. magico paesaggio. le più belle montagne del mondo. senza dubbio. (clicca sull'immagine sotto per entrare nell'album fotografico della giornata)

domenica, luglio 16, 2006

Dolomiti

Sono circa 6 mesi che sono via di casa, partito per questo Vietnam alla ricerca di non so cosa e sicuramente in fuga da una società nella quale produttività, flessibilità, mutui, tassi d'interesse, dichiarazioni dei redditi, ecc. ecc. ecc. ... fanno girare le lancette dell'orologio della vita. Questa società che corre veloce e tu che per non soccombere cerchi di stare al passo regalando larghe fette del tuo (prezioso) tempo. E così, dopo una vacanza con i miei amici in questa lontana terra indocinese mi sono detto: perché non provare, perché non tentare qualche cosa di diverso? Perché non dare un bel calcio alla solita routine e comprarsi un biglietto aereo di sola andata con destinazione Ho Chi Minh City??? Bene dopo 6 mesi sono ancora qui, finalmente padrone del mio tempo, ad esercitare una professione che non è la mia, ma che incomincia ad appassionarmi: Restaurant Manager. Per una catena di ristoranti italiani gestita da italiani molto popolare da queste parti e consigliata caldamente anche dalla Lonely Planet: Good Morning Vietnam Rstaurants. Tra Mui Ne, Nha Trang e Saigon. E in soli 6 mesi ho fatto tanta esperienza e ancora ne farò, mentre approfondisco la conoscenza del mondo incontrando e conoscendo gente da ogni angolo della terra; mi piace molto l'aspetto cosmopolita della mia avventura. Oltre al mare, al caldo, alle milioni di asiatiche che popolano questo paese....
Ma ogni tanto certi pensieri affiorano in testa; perché Saigon, seppur enorme è anche dispersiva e capita alle volte che ci si senta solo. Solo tra 8 milioni di persone. In quei momenti capita di pensare a casa.
Capita infatti che ti prenda la NOSTALGIA: quella sensazione che ti blocca per qualche istante lo stomaco e ti fa sentire quel dolore agrodolce che viene dal richiamo di casa tua. Capita che ti metti a pensare agli amici, ripensi a tutte le serate passate in giro nei bar/pub/ristoranti/discoteche, alle partite di pallone con conseguente "ballone", alle lunghe discussioni che duravano ore e che necessitavano tanta birra come carburante... capita poi di metterti a pensare anche alla tua gioventù: ti metti in Internet e cerchi con immagini quei luoghi che rievocano i tempi passati e che ora ti provocano quella sensazione di vuoto allo stomaco. E le ammiri con malinconia e amore quelle montagne sentendone quasi il profumo: anzi, riesci addirittura a rievocarne il profumo nelle diverse stagioni dell'anno. Qualche giorno fa ne discutevo in chat con mio fratello che è in Nuova Zelanda: si parlava di quel bosco dove da piccoli si giocava insieme, un posto fatato nei nostri ricordi, la cascata davanti a casa che diventava imponente dopo la pioggia, il profumo del muschio e dei pini, la frescura del mattino, le montagne colorate di rosa dal riflesso del sole la sera, il silenzio della natura intatta.... tutto questo e molto di più sono le Dolomiti. Beato chi come me ne ha assaporato per molto tempo l'intramontabile bellezza.