venerdì, febbraio 16, 2007

Goggle Earth

Passato oltre un anno dalla mia "fuga" in Asia mi sono messo a cercare i luoghi che ho vissuto:

Muine, non è definita bene purtroppo. Comunque il mio primo posto dove ho vissuto in Vietnam.



poi sono passato 200km piu' a nord: Nha Trang
Ultima tappa vietnamita: Saigon
Guangzhou, il mio attuale posto di lavoro...
e il palazzo dove abito.

lunedì, febbraio 12, 2007

A volte perdo la pazienza...

Abbiamo avuto una settimana molto intensa, due catering da 40 persone ciascuno, ho dovuto seguire tutto di persona ovviamente e alla fine i clienti erano molto sodisfatti. Che fatica però, specialmente il secondo: partiamo alle 18 per essere sul posto alle 18.30, visto che la festa iniziava alle 20.00. L'indirizzo lo avevo comunicato 3 giorni prima all'autista. Alle 18.45 siamo ancora per strada e incomincio a diventare nervoso. Chiedo quanto ci vuole. 5 minuti. dopo 10 minuti incomincio ad incazzarmi. Scusa ma è buio e non riconosco bene il luogo... Cosa???? Intanto uno dello staff mi dice di stare calmo che risolve lui. Alle 19.30 l'autista si ferma e chiede informazioni. Io già tiro pugni sulla porta del suo furgone... beh arriviamo alle 19.40 con tutto ancora da preparare. Quanti porconi che ha ricevuto l'idiota. Comunque alla fine tutto è finito bene e abbiamo fatto in tempo.

Tutto è veramente molto difficile qui in Cina, chiedi semplicemente di farti dare un indirizzo con l'aiuto di una traduttrice e questi parlano mezzora. Oggi stavo facendo contabilità e controllavo le fatture. Voglio farmi tradurre una voce di spesa e chiedo: what is this? La mia traduttrice incomincia a parlare e parlare con il mio factotum, incaricato della spesa... Ci ha messo mezzora a farmi capire cos'era... che nervoso mi è venuto!
Per il capodanno cinese si preavvisa poco lavoro e per cui avrò tempo di visitare un pò questa città, che secondo me offre ancora angoli di autentica Cina, al di fuori della modernità imperversante del centro. Vedremo...

San Valentino si sta avvicinando e al ristorante abbiamo un menu speciale per l'occasione. A me intanto manca la mia piccolina...

mercoledì, febbraio 07, 2007

Si avvicina il capodanno (cinese)

Non ho avuto molto tempo di aggiornare il mio blog ultimamente, purtroppo sono ancora molto preso dal lavoro e devo organizzare ancora tante cose, sicché il tempo libero non è molto e lo utilizzo piú che altro per riposare. Pian piano le cose iniziano a girare come voglio io e sto riuscendo ad uscire dallo stress iniziale…
Si sta avvicinando il capodanno cinese, e, alla prima esperienza di questo tipo in Cina, non sappiamo bene come sarà per quanto riguardo carico di lavoro, possibilità di reperire gli ingredienti e bevande necessarie. Ci sono due scuole di pensiero completamente: gli uni che dicono che la città si svuoterà e per 2 settimane ci faremo piú che altro le pippe al ristorante, gli altri dicono che i clienti aumenteranno… boh, vedremo. Intanto ho dovuto organizzare le ferie per lo staff, visto che tutti vogliono tornare dalle proprie famiglie in campagna e se veramente ci sarà tanto lavoro dovrò farmi doppiamente il culo, visto, che metà dello staff è via.
La città è ora piena di piante di mandarini, simbolo di buon auspicio per l’anno a venire.
La gente cinese non è molto “accessibile”: sempre a testa bassa, sempre di corsa, sempre con la testa sul lavoro, mai una sbandata verso temi piú piacevoli. In questo periodo ho avuto tanti colloqui di lavoro: chi cercava lavoro, chi voleva vendermi vino, chi voleva pubblicizzare il ristorante su un qualche giornale… tutti che recitavano la loro litania roboticamente, da automa e di conseguenza il tutto suonava sempre molto preparato e poco credibile. Io poi li spiazzavo con domande che non c’entravano niente con il contesto: in crisi completa, manca poco che mi vanno in crisi epilettica…
Oggi con Alberto, mio amico-socio-collega, sono andato al mercato della frutta e verdura: semplicemente gigantesco, immenso… distese di pompelmi, angurie, tutti i tipi di verdure. Tutto in Cina è gigantesco, di dimensioni a cui non sono ancora abituato, cioè io vengo da un paesello di 700 anime e mi ritrovo a vivere in una metropoli prima da 8 (Saigon) e poi da 16 milioni di persone (Guangzhou), è uno scenario leggermente diverso.


venerdì, gennaio 26, 2007

Guangzhou

Sono 10 giorni che sono in Cina, non ho avuto molto tempo di girare la città, il ristorante mi tiene molto occupato… ma le prime impressioni di Guangzhou sono di una città pieni di contrasti: palazzoni ultramoderni e vecchie case fatiscenti, ipermercati con le ultime novità tecnologiche e mercatini cinesi pieni di cianfrusaglie, ragazze alte e bellissime vestite all’ultima moda e piccole vecchie in abiti dimessi. Guangzhou è il motore trainante della Cina, e si vede: tutto e tutti sono in movimento, ci sono un sacco di business-man da tutto il globo, tanti italiani che si occupano del settore moda e scarpe. Tanti sono nostri clienti, soprattutto perché la cucina da noi è ottima, con due chef italiani vorrei anche vedere il contrario…
La lingua è una grande difficoltà qui, l’inglese non è molto conosciuto, per cui molte difficoltà in qualsiasi operazione quotidiana, prendere il taxi, comprare qualcosa, dirigere lo staff… tutto. Fra poco inizierò ad imparare il cinese.
Il clima: qui ci sono le 4 stagioni, ma con un estate lunghissima ed un inverno di 1-2 mesi al massimo, le temperature arrivano anche a 5-6 gradi. L’estate invece sarà calda e umida.
Intanto il mio stomaco mi gioca di nuovo brutti scherzetti: probabilmente il cambiamento di vita e luogo ha influito, o forse semplicemente ho mangiato qualcosa che non andava mangiato: crampi, diarrea, febbre… e quando sono malato mi manca tantissimo la mamma, mi ricordo sempre di quando, da piccolo, nei momenti di malattia era sempre li a prendersi cura di me e mi faceva sentire protetto e confortato. Nei momenti di malattia sento quasi quella sua mano che mi accarezza la testa e mi fa sentire meglio…









martedì, gennaio 23, 2007

Indaffarato

Purtroppo non ho molto tempo di aggiornare il mio blog, sono tutt'ora molto indaffarato con il mio nuovo lavoro. Il ristorante è molto bello, la cucina è ottima e abbiamo molti clienti affezzionati. Per il resto mi sto ambientando in questa metropoli, vita notturna molto interessante, costo della vita bassissimo, tante belle gnocche. Tutto procede molto molto bene. Un pò tanto da fare per ora.


giovedì, gennaio 18, 2007

Prime impressioni…

Entro in Cina con un orgasmo di emozioni. La Grande Cina. La Cina di 1 MILIARDO e 200 MILIONI E PASSA di popolazione. La Cina che ci sta facendo il culo. La Cina del 10% di crescita economica annua. La Cina, ragazzi. Passo la frontiera. Entro. Palazzoni. Giardini curati. Traffico ordinato. Pochissima gente che pazzeggia. Decisamente diverso dal Vietnam. Dopo due ore di viaggio in pullman arrivo a Guangzhou. Porca troia che impatto. Guangzhou è una metropoli si (si parla oramai di 14 milioni di abitanti), ma non immaginavo minimamente cosa mi aspettava. Palazzi immensi, grattacieli stipati uno di fianco all’altro. Sopraelevate su sopraelevate. Giuro, ad un certo punto viaggiavamo su una quarta sopraelevata, saremo stati a 40 metri di altezza…. Incredibile. Impatto forte. Ad un certo punto ho pensato: ma che cazzo mi è saltato in mente di fare. Arrivo in centro, dove è locato il nostro ristorante, non è male, anzi. Pieno di bar, negozi, ritrovi. Città cosmopolita sicuramente. Tanti stranieri. Poi ho incontrato Alberto uno dei cuochi del Buongiorno Italian Restaurant, mio amico già dal Vietnam, e le sensazioni negative si sono affievolite.
Alcuni appunti:
- I cinesi: la prima impressione che ho dei cinesi è che è un popolo abbastanza sulle sue. Un popolo che è alla costante ricerca di un obbiettivo. Sempre di corsa. Senza guardarsi ne a destra ne a sinistra. Laboriosi. La lingua inglese non è molto conosciuta…
- Il ristorante: bellissimo. Ben arredato. Location ottima. La cucina ottima. Deve per forza andare bene.
- schede telefoniche per cellulari: costano in base al numero che si sceglie, in base a certe credenze cinesi il numero 4 e 8 per esempio sono numeri fortunati, così se scegli un numero con tanti numeri fortunati paghi di piú. Io chiaramente, siccome ogni volta che tento la fortuna lo prendo in quel posto ho scelto un numero sfigato e cheap.
Seguiranno aggiornamenti


lunedì, gennaio 15, 2007

Macau

Sono a Macau per fare il visto cinese e ho tempo due giorni per visitare questa ex colonia portoghese, che dal 20 dicembre 1999 fa parte della Repubblica Popolare Cinese, ma che gode di uno statuto ed una autonomia speciali. Il territorio di Macau comprende la penisola di Macau e le due isolette, collegate tramite ponti lunghi piú di 2,5km, Taipa e Coloane. Macau deriva dal nome della dea cinese A-Ma, che secondo la leggenda è riuscita a calmare le acque in tempesta del mare cinese del Sud e mettere così in salvo alcune imbarcazioni, per poi salire in cielo. Le è stato dedicato un tempio, che ho pure visitato. Quando i portoghesi arrivarono nel 16esimo secolo chiesero agli abitanti il nome del posto, i quali risposero A-Ma-Gao (baia di A-Ma). Da qui il nome Macau.
Macau è diventata ormai da tempo la Las Vegas asiatica; qui stanno costruendo il piú grande casinò del mondo, The Venetian, riproduzione in miniatura (ma neanche tanto) della nostra amata Venezia e già famoso casinò di Las Vegas appunto: 3.000 suite, un arena con 15.000 posti a sedere, piú di 110.000 metri quadrati di spazio per meeting, conventions ed esibizioni. Ma in generale qui si trovano delle costruzioni che definire enormi è un eufemismo...
Ci sono poi altri famosi casinò come il Sands o lo Wynn. E la città, oltre ai casinò, offre divertimenti e passatempi di ogni tipo. DI OGNI TIPO!
La città vecchia è altrettanto impressionante: arrivo e faccio un giretto a piedi in centro. Mi ritrovo a camminare per portici, piazzette con fontane, case all’europea. Insomma sembra di essere proprio a casa nostra, soltanto che la maggior parte della gente qui è cinese (95%). Come ex colonia portoghese poi è piena di ristoranti portoghesi appunto, per cui baccalà cucinato in svariate maniere. Io che non sono un amante di questo tipo di pesce ho provato qualche piatto di carne, molto delizioso, presso il Boa Mesa, il cui titolare, Pedro, parla un buon italiano è mi ha dato informazioni importanti per il visto.Mentre ero in fila per il visto presso un’agenzia turistica ho conosciuto June, ragazzo filippino che lavora qui a Macau. È stato molto gentile nel darmi alcune informazioni importanti e specialmente di tipo logistico per la SERA!!! Vedremo... Abbiamo parlato anche un po' della Cina e mi ha confermato quello che sospettavo: non molti cinesi parlano l’inglese. Per cui tutto sarà un po’piú difficile, prendere il taxi, chiedere semplici informazioni - mi sa che devo imparare il cinese quanto prima! Clicca qui per la solita raccolta di foto scattate da me medesimo quest'oggi.








domenica, gennaio 14, 2007

Singapore

Ieri sono stato a Singapore, la città-stato, che ha raggiunto l'indipendenza dalla Malesia nel 1965; la popolazione si aggira su una cifra di 5 milioni; è un grande centro commerciale e finanziario in Asia; città piena di grattacieli, molto pulita, c'è molta vegetazione, molti parchi, molti prati all'inglese, dall'aspetto quasi artificiale ed in contrasto con altre grandi città incasinate del Sud Est Asiatico. La maggioranza della popolazione è cinese (quasi l'80%), poi ci sono malesi e una piccola comunità di indiani, arabi ed europei. A Singapore poi camminare per i negozietti pieni di cianfrusaglie a Chinatown, comprare abiti di seta ad Little India o visitare una moschea a Arab City... Singapore è un incrocio di razze e culture, che sembra riescano a convivere senza troppi problemi. E in certi luoghi si trova ancora l'atmosfera coloniale di un tempo. Parlando con una guida turistica ho capito che la città è molto vivibile, non c'è criminalità, ma da un certo punto di vista deve essere anche abbastanza noiosa e opprimente nel suo ordine. Il controllo da parte della polizia è severo, cosi come le leggi. A Singapore non puoi sgarrare, almeno da quel che ho capito... Di certo sono rimasto sbalordito dalle imponenti costruzioni, dalla tecnologia ad ogni angolo, ma anche affascinato da quartieri che mantengono quel fascino orientale. Clicca qui per vedere le foto che ho scattato in quel di Singapore...




martedì, gennaio 09, 2007

Tormentato... sempre

Sono tornato a Saigon, devo organizzare il mio viaggio in Cina, fare il visto, fare le valigie (vi assicuro non cosa facile con tutta la roba che ho accumulato). Il motorino l’ho già venduto, il televisore ed il lettore DVD pure. Ormai ci sono anche abituato. In un anno avrò cambiato 6 volte dimora e mi sento ormai un nomade. La sensazione piú strana che stò provando è che quando vado a Nha Trang è come se tornassi a casa, se vado a Muine è come se tornassi a casa, quando torno a Saigon è come se tornassi a casa, quando sono tornato a Casa era come se tornassi a casa… cioè non so come spiegarmi, ma casa per me sono diventati tanti posti. Chissà se succederà anche per Guangzhou. Di certo devo iniziare di nuovo da ZERO, qui con la gente spiaccicavo qualche frase in vietnamita e capivano che non ero turista (l’etichetta piú scomoda che puoi avere da queste parti, cercano di incularti a destra e sinistra).
Tornando da Muine in bus (la moto l’ho lasciata su perché l’ho venduta appunto) ho incontrato la mia Hue, alla fine ci siamo riappacificati, e adesso la mia partenza diventerà ancora piú traumatica. Che palle, il mio animo è destinato a essere sempre tormentato…

venerdì, gennaio 05, 2007

Goodby Vietnam

Mancano pochi giorni e si concluderà la mia avventura vietnamita (per ora). Prossima settimana prenderò un aereo per Singapore e da li poi uno per Macau, dove mi fermerò per 2 giorni, giusto per ottenere un visto di sei mesi per la Cina. Arriverò a Guangzhou con un bus dopo un viaggio di 2 ore.
Si conclude dunque dove è iniziato questo mio indimentcabile periodo: a Muine. E lo concludo addirittura nello stesso bungalow che affittavo all’inizio della mia avventura. L’altro giorno, di mattina, sono andato in spiaggia semplicemente ad assaporare la brezza e lo scroscio del mare e ho riflettuto parecchio. Sui mesi passati lontano da casa, su tutto quello che mi è capitato, che ho vissuto, imparato, sulla gente che ho conosciuto. E come ogni volta che si avvicina una partenza sento un pò di tristezza. Muine mi ha dato tanto, tantissimo. Ho conosciuto tanta gente qui, tutti borderline, di una grande simpatia, generosità d’animo e tutti con una certa particolarità... Staffan, Max, Andras, John... Quante serate in giro nei bar, quante balle, quante partite a biliardo, quante chiaccherate con le topoline dei vari internet shops o ristoranti, quanti turisti ma soppratutto turiste, da ogni parte del mondo, quante mattinate in spiaggia ad assaporare la solitudine di quei momenti... Quando torno qui mi sento come a casa. E chissà che un giorno non torni qui, a costruirci la mia casa...
Sono contento di aver fatto parte per un certo periodo di questo posto, con tutte le sue particolarità. Del Vietnam mi rimarrà sopratutto questo posto, Muine, piccolo ma piacevole, mi rimarrà la vita notturna pazzoide di Saigon, i pomeriggi a base di saune, whirlpool e massaggi con Marco, mi rimarranno le serate al Sailing Club di Nha Trang con Luca ed Alberto, le serate al Wax o al Ngoc Bich con Andrea, mi rimarrà nel cuore la mia storia con Hue, conclusa forse nel momento giusto per entrambi, mi rimarranno i sorrisi delle ragazze vietnamite che ho avuto il piacere di conoscere e che si meravigliavano per una semplice carezza (l’uomo vietnamita non ne dispensa tante), mi rimarrà il cibo vietnamita. Mi rimmarranno tutte le persone piacevoli che ho conosciuto qui. Stavo pensando che ora che mi sposto in Cina non solo sentirò nostalgia di casa,ma anche del Vietnam...
A Muine lascio un altro pezzetto del mio cuore. Lacerato ormai dalle partenze e dagli adii, ma che si rigenera ogni volta che si sposta in nuovi luoghi e incontra nuova gente.

martedì, gennaio 02, 2007

Capodanno 2007

A mezzanotte ero ancora in ristorante a contare i soldi (non miei). Poi la serata, iniziata in sordina, si e' trasformata: pochi ma buoni i rimasti dopo le 4, abbiamo ballato-bevuto-parlato fino alle 7, assistendo al sorgere della prima alba di questo 2007. Che sia buono come il 2006: di casa ai tropici, coppa del mondo, scudetto, Juve in B...







sabato, dicembre 30, 2006

Si cambia...

Sono da una settimana a Muine, alta stagione, casino di turisti, c'é da lavorare... ma anche da divertirsi la sera (dio bono se bevono i russi!!!). In questi giorni mi é stato proposto un lavoro di manager a Guangzhou, Cina, 14 milioni di abitanti: ristorante italiano, livello alto. Ho accettato. Per cui da metá gennaio/inizi febbraio questo blog si trasforma da Being Italian in Indochina in Being Italian in China!!! Inizia una nuova avventura!
(adesso che stavo imparando il viet, mi tocca iniziare da capo con il mandarino, cazzo!)

lunedì, dicembre 25, 2006

Vigilia

Vigilia di Natale: finito di lavorare, verso le 21 prendo la moto e vado in centro, mi aspetta una cenetta coi fiocchi al GMV di De Tham Street, in compagnia di Fabrizio, comproprietario della catena GMV. Di solito per il tragitto ci impiego 10 minuti (sono ca. 10km); beh, ci ho messo 1 ORA!!! Voi non potete minimamente immaginare il casino che c'era. Sembrava che tutti gli abitanti di Saigon si fossero riversati sulle strade. Pedoni, motociclette, taxi... una marea indescrivibile di persone. Io non ho mai, dico mai, visto una cosa del genere. Imbottigliato in mezzo a milioni di motorini (vedi foto), uno smog devastante (ad un certo punto mi sentivo come drogato...), pedoni in mezzo alla strada, clacson assordanti. Festeggiavano il natale. Per me invece era l'inferno dantesco.
Cenetta: tris di risotti, calamari ripieni su letto di insalata, bistecca di tonno con salsa di capperi. bottiglia di prosecco, caffè e limoncello. Tutto molto buono!
Conclusione della serata al Long Phi, un bel carico di birrozze...

comunicazione di servizio: per quanto riguarda il regalo che ti ho chiesto, caro Gesú Bambino, io parlavo di una che fosse anche ricca, non era un dettaglio trascurabile...

domenica, dicembre 24, 2006

caro Gesú Bambino...

... questi sono i regali che DEVI portarmi:
- che si trovi un rimedio per AIDS e tumori vari
- che stasera, quando uscirò, una ricca e bellissima ragazza s’innamori pazzamente di me (questo rientra nei regali fattibili...)
- che mio fratello abbia fortuna sul cammino che ha intrapreso
- che i miei genitori trovino prima o poi il tempo di venire a trovarmi
- salute e fortuna per tutti quanti: mio fratello, mia sorella, la mammina, il papà, i nipotini adorati, i nonni, Fucsi, Cecilio, Lev, Herta, Sara, Nina, Tommy… tutti i parenti insomma e logicamente anche per gli amici
- ai miei nipotini auguro un futuro meno plumbeo e nero di come me lo immagino io…

Questo è tutto, adesso vado a regalarmi qualche ettolitro di birra e a conoscere quella che mi vuole mantenere a vita...

Buddismo?

Poche ore alla vigilia, al mio paesello si starà festeggiando come solo noi sappiamo fare, e devo dire che in queste ore la nostalgia si fa sentire. Ma passerà. Dopodomani prendo la moto e torno al mare, c’è da dare una mano ad Andrea che gestisce il ristorante della nostra catena a Muine. Intanto qui a Saigon assisto a scene grottesche: girano su motorini famiglie intere mascherate, i maschi da Babbo Natale e le femmine da angioletti; per le strade falce e martello addobbati in modo natalizia, tutti luccicanti e ricoperti di finta neve, milioni di ragazze con sto cazzo di berretto in testa (come del resto io nel post precedente), un colossale shopping collettivo (stamattina sono andato alla Metro: non riuscivo a passare per alcuni scompartimenti, e vi assicuro, la Metro di Saigon è enorme…). Ad un certo punto mi sono fermato e mi sono chiesto: ma io sono o non sono in un paese a maggioranza (80%) buddista???

venerdì, dicembre 22, 2006

Chúc Giáng Sinh Vui Vẻ (buon natale)

Mai come quest'anno sento così poco l'avvicinarsi del Natale, complice anche il caldo tropicale, la lontananza dalla famiglia e dagli amici, la mancanza del desiderio di vacanza che proprio in questo periodo diventava solitamente necessità. Si perchè essendo perennemente in vacanza come fai a desiderare le ferie?! Mi mancherà la neve, mi mancheranno le sciate, la Sella Ronda, mi mancherà la mattina della vigilia allo spritz-time piú devastante dell'anno (se siete hardcore come me dovete arrivare almeno alle 17, andare a dormire e fare di conseguenza incazzare vostra mamma o moglie o ragazza…), mi mancherà la cena a casa con i miei, il delizioso menu preparato dalla migliore cuoca del mondo, mia mamma, mi mancherà lo stupore dei nipotini all'apertura dei regali, mi mancheranno tante cose. Svantaggi di vivere così lontano da casa...

Auguroni a tutti quelli che mi vogliono bene, un caldo abbraccio dall'ancora piú caldo Vietnam!


P.S. Intanto qui a Saigon stanno addobbando la città per le feste natalizie: il trionfo del kitsch! Ma così kitsch da far venire la pelle d'oca...

giovedì, dicembre 21, 2006

Banh Xeo

Oggi il cuoco vietnamita mi ha fatto uno dei piatti che preferisco della cucina vietnamita: Banh Xeo. Sono crepes vietnamite ripiene di gamberetti, cipolla e bean sprouts (fagioli Mung), con nuoc mam (salsa di pesce) a parte. Veramente molto delizioso. Io amo la cucina vietnamita...

mercoledì, dicembre 20, 2006

Incontri

Uno dei vantaggio di vivere a Saigon, e in generale in posti turistici, è quello di incontrare tanta gente, da ogni parte del mondo. E ogni tanto si conosce gente molto in gamba. Lo svantaggio è che poi quella stessa gente prima o poi se ne torna a casa...
In questi giorni ho avuto il piacere di conoscere Marco, espatriato italiano che vive in Thailandia, e che lavora come volontario in un orfanotrofio e centro di assistenza per malati terminali di AIDS a Rayong, il Camillian Social Center; é stato qui a Saigon per pochi giorni, durante i quali abbiamo fatto delle belle e lunghe sbarraccate per i locali notturni della città. È stato piacevole parlarci insieme e scoprire comuni visioni e analisi della vita da italiano/occidentale in Asia, le varie problematiche, ma anche i lati positivi della nostra scelta di vita. Appena incontrato ho subito avuto la sensazione di aver davanti un tipo simpatico e buono di cuore, ed infatti non mi sono sbagliato. Ciao Marco, buon rientro, ed in gennaio forse faccio una scappata dalle tue parti.

martedì, dicembre 19, 2006

Italiano ucciso a Vung Tau

Oggi mi chiama Fabrizio, comproprietario del GMV, e mi dice che hanno ucciso a coltellate un italiano, con il quale aveva passato il pomeriggio della giornata di ieri a Vung Tau, località balneare a ca. 110km da Saigon, dove tra l'altro abbiamo uno dei nostri ristoranti. Sembra che dietro ci sia una storia di soldi, coinvolta una coppia di vietnamiti...

venerdì, dicembre 15, 2006

a momenti le prendo da un francese...

Premessa: L’altro ieri sera, con un amico italiano che viene spesso a Saigon in ferie, sono andato di nuovo all’Apocalypse Now. Serata non spettacolare, non ero molto in forma e mi stavo già apprestando a tornare a casa (per godere di un po’ di riposo finalmente) quando entra nel locale LEI: una bella topolona in vestitino succinto, sulla trentina, con una fisichetto che ispirava sporcherie soltanto a guardarla… Il mio amico la conosce di vista, è una mezza cambogiana, proprietaria di un noto locale in zona Pham Ngu Lao, la zona turistica per eccellenza di Saigon, sposata con un francese, madre di due bambini. Rimango folgorato. È bellissima. Due labbra carnose, gambe lisce e sode, un bel seno, scura di carnagione e lunghi capelli lisci che le arrivano fino al fondoschiena. E non è anonima come la maggior parte delle ragazze presenti nel locale. Non riesco piu’ ad andare a casa. Cazzo. La osservo che balla, beve, ride, scherza… madonna che topolona. Alla fine decido di andare a casa lo stesso, perché la stanchezza si fa sentire.
Ieri, sempre con questo amico, dopo aver passato la serata al Lush, altro locale abbastanza in voga di Saigon, pieno di gnocche ed espatriati come me, decidiamo che un salto all’Apocalypse Now va fatto prima di andare in branda (è un po’ come la rotonda di Fortezza, va sempre fatta). Entriamo, ordiniamo da bere, Gin Tonic lui, Mojihto io. All’improvviso mi si presenta davanti la topolona, quella che la sera prima mi ero mangiato (e non solo) con gli occhi. Bam! Mi fissa negli occhi. Io spruzzo testosterone da tutti i pori… “You’re beautiful” e lei: ”wait, i will be back soon” mi fa l’occhiolino e va via. Io sono come folgorato. Che cazzo succede… Ad un certo punto ritorna, beviamo qualcosa, facciamo conoscenza e mezzora dopo siamo in sella al mio motorino in giro per Saigon, fermandoci di tanto in tanto, limonando come due adolescenti… “Let’s go to my bar” fa lei. Arriviamo davanti, parcheggio e lei mi fa: “if you really want me, you must tell it to my husband!” COSAAAAAAAAAAA???? Capite, questa vuole che vado dal marito a dire che voglio farmi sua moglie…. Entriamo e mi spinge verso lui, io ormai non capisco piu’ un cazzo ed un attimo dopo sono seduto al suo tavolo. Lui: piccolo tozzo pelato e con i restanti cappelli raccolti a coda di cavallo. Ubriachissimo. “What you have to tell me?” minchia. “Nothing, you know, your wife is a little drunk…” riesco in qualche modo a sviare il discorso. Ma lei dal banco, dove si è seduta, urla “Tell him if you want me!” io sorrido in modo ebete e cambio discorso, ma da quanto vivi qua, come vanno gli affari, mi ha fatto piacere conoscerti ma devo proprio andare… Saluto mi alzo e vado fuori, lei mi segue. Vuole venire con me. Ma questa è pazza penso… finiamo la serata (5 di mattina) in un locale in centro. Ognuno prende e va a casa sua, dopo erotici saluti… epilogo di un'altra folle notte indocinese.

martedì, dicembre 12, 2006

Vita da single

Ieri seratona all'Apocalypse Now, locale storico di Saigon che ovviamente prende il nome dal film di F.F.Coppola (infatti c'è una tavola da surf con la scritta "Charlie don't surf" in bella vista su una parete e a fine serata mettono sempre su "The End" dei Doors); tirato su una balla mostruosa ed una bella vietnamita (avrei anche un video, ma non è roba da rendere pubblica...). Ho dormito 4 ore, sono stanco, ho mal di pancia e sono/sembro un cadavere. Solo una settimana (neanche) da single e devo pensare già a darmi di nuovo una regolata...

lunedì, dicembre 11, 2006

Sono stupefatto dall'agopuntura

Allora, sono mesi che mi porto dietro un dolore fastidioso alla spalla sinistra, diretta causa di un incidente in moto qua in Vietnam. Oggi dopo tanto tempo che lo dicevo non mi prendevo mai la briga di farlo sul serio, sono andato a farmi curare da Ciro, comproprietario dei ristoranti per cui lavoro e agopunturista presso la Family Medical Practice, clinica privata molto esclusiva qui a Saigon.
Allora mi fa alzare il braccio, il dolore si fa sentire, indico dove è localizzato. Lui mi infila tre spilli: uno nel polso, due nell'avambraccio. Rialzo il braccio: il dolore è sparito. Così, all'improvviso. Non ci credevo. Rialzo il braccio. Non sento piú niente. Pazzesco. Mi fa stare con questi aghi per una mezz’oretta e basta. Non sento piú niente. Guarito. Robe da pazzi...

domenica, dicembre 10, 2006

Centri Benessere

Io non vado a puttane. Non sono mai andato perchè non mi ha mia ispirato pagare qualcuno per fare sesso e tutt'ora non mi ispira. Potete crederci o no. Ma io, pur vivendo qui in Vietnam, pur essendo stato in ferie anche in Thailandia non sono mai andato a troie. Ma devo ammettere che quando vado a farmi fare massaggi in questi famigerati "centri benessere" vietnamiti non riesco a dire di no alla tipa che, dopo avermi massaggiato la schiena, le gambe, le braccia, la testa, mi chiede: massà baby? Il che vuol dire che andrà a trastullarti il carissimo amico li sotto. Ecchecazzo, è la che si struscia su di te, ti accarezza inguine e capezzoli e tu come fai a dire di no? Io non ce la faccio. E, anzi, questi centri benessere sono diventati un appuntamento fisso settimanale. Arriva a casa Marco che lavora in centro, mi guarda e mi fa: "Massaggio?" Ed io: "mi sembra ragionevole." E si parte per uno dei tanti centri che abbiamo testato in allegria. Funziona così: arrivi li, ti spogli in cabina con una schiera di vietnamiti che ti fanno da maggiordomo, vai a farti una doccia, ti metti comodo comodo nel whirlpool, chiacchieri, poi ti fai una saunetta o uno steam bath, dopodichè un foot massage, mentre ti servono frutta e bibite, alla fine ti avvii in una stanzetta dove ti fanno il body (& baby) massage. L'altro giorno, al nostro appuntamento settimanale con il benessere ci hanno assegnato due stanzette comunicanti nella parte alta del soffitto. Per cui sentivamo tutto e ci parlavamo: "Com'è la tua?" "Madonna mia, che topolina." E loro che ridevano, e noi che sparavamo cazzate a raffica. Ad un certo punto, a massaggio mio concluso faccio a Marco: "Ehi Marco, com'è?" E lui con voce bassa quasi incazzato: "Sta facendo..." come per dire "stai zitto, porca puttana sono concentrato..." Non ce la facevo piú dal ridere, avevo le lacrime... e le ragazze sono sempre di una simpatia genuina e disarmante, veramente... evviva il benessere, evviva il Vietnam. (ah dimenticavo... il tutto a 15 Euro...)

Insonnia

Ore 2.37 di mattina.
Non riesco a dormire, cazzo.
C’è una tubatura del boiler che perde e lo sgocciolare mi sta mandando fuori di testa. Sembra il ticchettio di un orologio che scandisce il tempo. Il tempo che non riesco ad addormentarmi. Porca troia. E guardati un film (Pirates of the Caribbean 2), e naviga nel wwweb, blogroll, rispondi alle mail, leggiti un servizio sul Iraq dall’ultimo numero di Newsweek… ma 'sto cazzo di sonno non arriva.
I pensieri continuano a frullare in testa: litigata con la tipa (mezzi lasciati o quasi del tutto, boh…), nuovo ristorante, nuova dimora da cercare, ho-comprato-troppi-vestiti-che-palle-devo-comprare-due-valigie-per-farci-stare-tutto, accettare o no la proposta di andare al mare a lavorare, il natale sarebbe bello poterlo festeggiare a casa ma il biglietto aereo non te lo buttano dietro, anzi… e continuano a frullare e trapanarmi il cervello e io che cazzo faccio? Scrivo questo non-sense-post soltanto per dirvi che stanotte Alex non riesce a prendere sonno.

mercoledì, dicembre 06, 2006

Vespa


Oggi ho dato ufficialmente avvio alla mia nuova attività: esportare vecchie vespe in tutto il mondo. Se siete interessati fatemi sapere, i prezzi partono da 1700 Euro + spese di spedizione (ca. 200 Dollari). Oggi sono andato in un paio di officine per visionare i modelli: sono bellissime. L'Italia un pò di tempo addietro era proprio avanti in fatto di design. E non solo.

martedì, dicembre 05, 2006

Kasknödl

Oggi mi sono preparato
ECHTE SÜDTIROLA KASKNÖDL!


(P.S. Sembra che il tifone abbia perso la propria forza e abbia fatto non molti danni a Nha Trang prima e Vung Tau poi. Qui a Saigon non è successo molto, soltanto un pò di vento, pioggia e temperatura mite. Meno male.)

(P.S.2 pochi danni sti cazzi: 50 morti, 4.000 barche affondate, 18.400 case danneggiate...)

lunedì, dicembre 04, 2006

Tifone Durian in arrivo

Il tifone Durian, che nelle Filippine ha ammazzato probabilmente piú' di 1000 persone, si sta per abbattere in queste ore sulle coste del Vietnam. Dovrebbe passare proprio per Nha Trang, dove risiedono alcuni miei amici. Ho sentito per telefono Luca, che è tornato a Nha Trang oggi dopo un viaggio a Canton in Cina, e mi diceva che era chiuso in casa aspettando 'sto benedetto tifone, e che tutti i negozi erano chiusi e la gente era barricata in casa. Dopo Nha Trang il tifone dovrebbe fare rotta verso Ho Chi Minh City. Non dovrebbe esserci pericolo comunque, la forza del tifone si affievolirà notevolmente. Almeno spero...

sabato, dicembre 02, 2006

coraggio

Tanti amici mi scrivono cose del tipo: sei stato un grande, tu hai avuto le palle di mollare tutto e andare via, non è da tutti, ci vuole coraggio... ma io sono convinto invece del contrario: coraggio ci vuole per rimanere, alzonadosi ogni mattina al odioso suono di una sveglia per andare a lavorare 8 ore al giorno per 40 anni, senza peraltro avere piu' la sicurezza di raggiungere una pensione, indebitandosi per 30 anni per comprarsi un appartamento, aspettando come un miraggio il finesettimana, che poi passa veloce e inconcludente, facendo queste misere 2 settimane (quando va bene 3) di ferie all'anno, vedendo poi, che in generale, le cose vanno sempre peggio... a me queste cose facevano paura, ed è per questo che sono "scappato". Altro che coraggio!