domenica, aprile 13, 2008

Yalong Bay, Hainan

Breve vacanza per Alberto e me a Sanya, isola di Hainan, l’isola tropicale per le vacanze di orde di russi e cinesi, qualche occidentale (mosche bianche): natura, spiaggie bianchissime, acqua turchese da Caraibi. Abbiamo alloggiato al Holiday Inn sulla Yalong Bay, zona di resort molto curata e tranquilla. Ci siamo ricaricati le batterie in vista della feria di aprile che é alle porte e che porterá tanto lavoro, tanta fatica, tante serate a correre e correre e correre… Sanya come cittá invece é stata una delusione, abbastanza sporca e squallida, piena di russi e cinesi, un turismo volgare e chiassone, peggio dei come il mio grande amico Paolone gli chiamerebbe ITALIANI ALL’ESTERO. Insegne in cinese e russo. Sembra di essere a Mosca.
La campagna invece riflette in tutto e per tutto quella vietnamita, a cui ero abituato: bufali, campi di riso, paeselli sviluppati lungo la strada principale, scolaretti tutti abbronzati che tornano a casa, casupole rettangolari e fatiscenti con famigliola all’esterno che pranza, chiacchiera, gioca. Ci sembrava di tornare a “casa”.
Abbiamo visitato il Buddha gigante (statua che supera i 100m di altezza), qualche pagoda buddista, una ricreazione di un villaggio con la minoranza etnica dell’isola (trappola da turisti). Ci siamo divertiti a sparare cazzate, mi sono divorato il libro “in fondo agli occhi del gatto” di Serge Quadruppani (che consiglio), abbiamo mangiato pesce fresco, l’unica cosa che mancava per rendere questa vacanza ineccepibile è stata una cosa: la figa. Troppa poca gente, tutte coppiette. Purtroppo. Non sempre le cose vanno bene fino in fondo. Pazienza.







sabato, marzo 29, 2008

Xianggang

Effetto Olimpiadi sui visti cinesi: la maglia si restringe e ci tocca uscire ogni mese per rifare il visto, quando prima bastava rinnovarlo ogni 6 mesi. Ne approfitteró per farmi qualche serata in piú ad Xianggang, Hong Kong, in mandarino porto profumato. Ieri ci sono stato con Tony, mio amico che vive li. Ad inizio serata ci siamo dati al lusso piú sfrenato, che é per me troppo difficile da descrivere; Hong Kong é una delle capitali mondiali della ristorazione e del divertimento serale, é all'avanguardia e ti trovi in locali che ti danno delle sensazioni veramente incredibili. Saranno le varie viste su una delle skyline piú famose al mondo, sará la musica giusta, sará l'ambiente cosmopolita, il design d'avanguardia... fatto sta che Hong Kong di notte ti rapisce in un mondo tutto suo, ti porta nel futuro.
Aperitivo all’Aqua con spettacolare vista sulla skyline di Hong Kong, cena poi al Sabatini Ristorante Italiano (ravioli ripieni di carciofo e ricotta di bufala, poi agnello allo spiedo, spettacolari entrambi i piatti). Afterdinner al Felix del Peninsula Hotel (quanta figa…), dove c’era troppa gente che ci ha fatto scappare subito per Lan Kwai Fong, il cuore della serata ad Hong Kong. Qui trovi una miriade di baretti e ristorantini, musica dal vivo, gente che chiacchiera, passeggia, si ubriaca, urla e balla. Tocco finale a Wan Chai, nei locali di dubbio gusto, tipicamente asiatici. E per una volta mi sono sentito ricco veramente: ho dormito in un piccolo yacht a Discovery Bay.
Fantastica Hong Kong, con le sue mille sfaccettature: il lusso piú sfrenato dei ristoranti high class e i punti di ristoro da quattro soldi, enormi ultramoderni grattacieli del centro finanziario e i vecchi vicoli incasinati di Kowloon, la frenesia della city e la calma di Lantau Island, gente da ogni parte della terra… Hong Kong è magica, ogni visita mi lascia belle emozioni e sensazioni.

giovedì, marzo 27, 2008

traduzioni cinesi

All'entrata del reparto uomini di una sala massaggio:

mercoledì, marzo 26, 2008

Elezioni

Oggi, per posta, ad Alberto sono arrivati i documenti per votare. Apriamo la busta e faccio vedere alla mia assistente le schede elettorali. "Sai in Italia possiamo decidere chi ci comanda". Peró non le ho spiegato che tipo di gentaglia poi effettivamente va a finire in parlamento, non le ho detto che tanta di quella gente dovrebbe piuttosto essere rinchiusa in galera. Non le ho neanche detto che questa gentaglia la si trova in ogni partito, e che votazione o no, l'Italia andrá sempre piú a picco. Non le ho neanche minimamente provato a spiegare poi che c'é un magnate delle televisioni che tiene in ostaggio la politica da oltre un decennio, non le ho spiegato che perfino la sinistra ormai non é piú sinistra, non le ho raccontato dei costi della politica italiana rapportata con gli altri paesi europei. Non le ho raccontato degli intrecci tra la mafia e la politica, dei giornali venduti al soldo dei politici, delle televisioni, delle tangenti, dei rifiuti a Napoli, degli incidenti a Genova, delle stragi insolute, dei servizi segreti deviati, della massoneria, della P2, del....
Tanto non mi avrebbe capito...

P.S. comunque il materiale elettorale é finito dove meritava: nel RÜS (spazzatura in dialetto piemontese ndr).

domenica, marzo 23, 2008

non sono sparito... sono solo pigro

Non aggiorno da un pó, lo so, ma non mi sento ispirato. Che dire... lezioni di cinese stanno andando avanti, sto andando pure in palestra per correre e tenermi in forma, lavoro, mi diverto, biliardo, bowling, qualche massaggio, qualche appuntamento con qualche topolina... solita vita. Prossima settimana vado ad Hong Kong con il mio amico Tony (questo il suo blog). Forse qualche ispirazione a Wan Chai la troveró... hehe
PS. il casino successo non lontano da qui non trova posto sul mio blog, purtroppo non me la sento...
PS2: sembra che ci siano nuovamente problemi con l'influenza aviaria, speriamo bene...

sabato, marzo 01, 2008

Di nuovo in Cina

Sono di nuovo a scrivervi dalla Cina. Che dire... questo paese ha un altro ritmo, un’altra marcia. Lavorando e vivendo qui, come ho già scritto, sei contagiato da questa carica positiva che scorre nella gente, da questa voglia di fare. Affronti gli ostacoli, le sfide, la vita quotidiana con ottimismo. In Italia, e dispiace dirlo, è il contrario. C'è una negatività che ti affloscia, un pessimismo, un’apatia che angoscia... L’Italia non sta andando bene, lo sappiamo tutti. Ma che andasse proprio cosí male non me lo aspettavo. ahiahiahiahi
Le vacanze sono state comunque belle, sono stato bene. Ho rivisto parenti e amici cari e carissimi, ho fatto delle gran sciate (grazie Fior e Didi....), ho partecipato ad un torneo di calcetto in palestra (notare la foto, prima della nostra ultima partita, imbriaghi duri, con magliette cinesi..) durante il quale abbiamo consumato ettolitri di succo di luppolo, mi sono divertito un mondo con Belze a sparare cazzate a raffica, ho gustato la meravigliosa cucina altoatesina di mamma Annamaria. É stato un bel periodo. Però mi sono accorto che ormai mi sento fuori luogo, mi sento un pò un estraneo. Chiaramente in Italia è cambiato poco o niente, é il mio modo di vedere le cose che é cambiato.
Faccio una vita in un contesto completamente diverso, seguo un mio personale maturamento, mutamento, cambiamento dettato dalla situazione in cui vivo, dalle conoscenze e esperienze che faccio, dalla gente che incontro. Mi sono oramai staccato dal percorso di vita che avevo intrapreso con gli amici e conoscenti del mio paesello e ho scelto una via diversa e lontana. E questo percorso mi fa vedere il mondo con occhi diversi, ovviamente. Mi fa pensare in modo differente. Mi pone altre priorità. Mi mette davanti a difficoltà che non avevo mai affrontato. Tutte cose che mi fanno maturare in maniera diversa da come sarei maturato a casa. Non dico meglio o peggio. Solo in modo diverso. E questo mi fa sentire un pó estraneo e spaesato.
Imparare un’altra lingua, conoscere gente da ogni parte del mondo, visitare luoghi esotici, sono tutti aspetti della mia vita dei quali difficilmente potrò fare a meno. Per non parlare del lavoro: in Italia per aprire qualche cosa ti massacrano la burocrazia, le tasse, le leggi e leggine. Sei sempre sul chi va lá… Qua chi ha voglia di fare fa. E noi stiamo facendo.
E le ragazze... che in Italia ormai sono diventati maschi a tutti gli effetti, zero femminilità, soltanto con la voglia di comandare e sopraffare... e ora so già che attirerò le ire delle mie amiche: ma è così, dispiace dirlo, ma è proprio così, a parte qualche rara eccezione.


lunedì, febbraio 18, 2008

sabato, febbraio 09, 2008

finalmente

non potete neanche immaginare cosa significhi per me tutto questo....







lunedì, febbraio 04, 2008

prime impressioni

Prime impressioni (e alcune riconferme): la vita in Italia in confronto alla Cina

- per attivare una SIM card telefonica (presso Postemobile) ci vogliono 24 ore di tempo (solito disservizio italiano del cazzo); in Cina l’attivazione é immediate
- posso finalmente rompere i coglioni agli juventini, a Canton non se ne trovano facilmente
- posso entrare in un negozio di alimentari e comprarmi tonnellate di mozzarella di bufala, speck, stracchino, salame felino, ….
- l’acqua della doccia é acqua e non come in Cina acido solforico
- per strada non c’é gente…
- i locali sono mezzi vuoti anche la sera
- l’altro giorno mi sono detto: stasera vado a comperare un paio di libri… solo che qui i negozi chiudono alle 18.00 – 18.30; in Cina anche alle 22.00
- nei negozi non c’é musica; in Cina vieni spesso assordato da frastuono musicale
- le ragazze difficilmente ti sorridono per strada… (in Italia)
- quando entro in un bar del mio paese prima di mezzogiorno o la sera dopo le 17 é quasi sicuro che torno a casa ubriaco
- la gente sembra triste e pessimista
- i prezzi sono stratosferici
- i massaggi costano moooolto di piú e la ragazza si dimentica sempre il gran finale (hahahaha questa é una cazzata lo so, ma non potevo non scriverla!!!)

domenica, gennaio 27, 2008

si torna...

Sono di nuovo in viaggio... in questo momento sono a Hong Kong, sto aspettando di imbarcarmi su un aereo: torno a casa, dopo 1 anno e mezzo in Asia. Viaggio lungo: 1 ora di traffico in Guangzhou col taxi, 1 ora e mezza di treno fino ad Hong Kong, altro taxi per la Kowloon Express Station, altro treno per l'aereoporto, 10 ore di volo fino a Doha, stop-over di 7 ore a Doha, altre 6 ore di volo fino a Monaco, dove mi aspettano Didi e Fior allo stand della Paulaner. E poi, con calma da Monaco a Fortezza. Sono giá esaurito adesso... Ieri poi troppi giri di Grappa... E adesso mi aspettano 3 settimane di ferie nella patria delle bevute.

venerdì, gennaio 25, 2008

che schifo

mai come in questo periodo mi sono vergognato di essere italiano....

mercoledì, gennaio 23, 2008

al mercato del té

Oggi Alberto ed io siamo stati al mercato (enorme) del té di Guangzhou per fare alcune compere. Molto interessante, ci hanno fatto assaggiare diverse tipi di té, servito alla cinese chiaramente. C'é un rito sul come va servito, e bevuto in tazzine piccole. Ho potuto esercitare il mio cinese che non é poi tanto male dopo 3 mesi di corsi. Sorpresa poi quando ci siamo inoltrati nei negozi che vendono servizi da té, statue cinesi, soprammobili: un cinese che al violino esegue Bella Ciao... guardare per credere:

sabato, gennaio 19, 2008

Die Lokomotive

Ormai é piú di un anno che vivo in Cina. Oggi mi sono reso conto che sono proprio fortunato ad essere qui, ad assistere ad un cambiamento epocale, che sta attraversando questa società. Senti l'ottimismo della gente, la voglia di fare, lavorare, divertirsi ed emergere di questo popolo. Percepisci a pelle la loro, seppur alle volte goffa, voglia di aprirsi al mondo. E ne vieni contagiato. Se ne sono accorti anche due miei amici, Simone e Francesco, che ho conosciuto in Vietnam un pó di tempo fa e che sono venuti a trovarmi, dato che erano da queste parti per iniziare pure loro a trarre profitto dalla locomotiva Cina. E poi... Andrea non sta fermo un attimo cercando di buttarsi in ogni business possibile e impossibile, io alle 2.13 di mattina sono ancora davanti al mac a disegnare loghi e motivi e a buttare giú idee. (chiaramente prima siamo stati a farci qualche birretta in una discoteca qui vicino...). Ma ormai non abbiamo piú orari convenzionali. Ed é uno degli aspetti che mi piace di piú della mia (nostra) vita. Si vive ogni giorno in modo diverso...

giovedì, gennaio 10, 2008

la Cina che t'immagini...

Con l’ultimo album Wilco nelle orecchie sto tornando da Dongguan direzione casa a Guangzhou. Penso. Fra poco torno a casa in Italia, dove manco da un anno e mezzo. Che strane sensazioni mi attraversano, un misto di curiosità, timore e felicità. Felice di trovare i miei genitori, parenti e amici, curioso per vedere come sono andate le cose li e timore per sentirmi spaesato. Essendo sicuramente cambiato, come é normale che sia vivendo in contesti e situazioni completamente diverse e molto “particolari”.

Ho imparato a misurarmi con una cultura completamente diversa dalla mia, trovando sul percorso non pochi ostacoli, superati anche perché eravamo in due a percorrere quel sentiero aiutandoci a vicenda (grande Alberto). Ho conosciuto tanta gente meravigliosa che come me cerca il suo perché e percome lontano da casa. Sto imparando una lingua completamente diversa dalla nostra. Bilancio generale ampiamente positivo. Mi piace vivere in Cina, anche se alle volte non é facile. Uno in Italia cosa si immagina sentendo nominare Cina? Un paese di contadini ? Fabbriche che sfruttano la manodopera? Uno stato autoritario che opprime il suo popolo?...
Se io penso alla Cina penso a queste megalopoli ultramoderne, dove ogni palazzo ha un minimo di 20 piani, penso alla continua folla di gente che si vede in strada, penso al traffico impazzito dell’ora di punta, allo smistamento dei rifiuti in pieno centro, ai puzzolenti ristorantini (se si possono chiamare cosi) che vendono pasti per 2 euro, ai sfavillanti centri commerciali stracolmi di giovincelli, all’enorme mercato del falso, alla distesa di fabbriche nel Guandong, ai deliziosi piatti della cucina Cantonese, di quella pechinese, di quella del Sichuan e a quella piccantissima dello Hunan, penso alle enormi e confortevoli spa e sale massaggio, al barbiere che per 2 euro mi taglia i capelli, mi fa fare uno shampoo e un massaggio alla testa da una bella cinesotta, penso alle rumorose discoteche filo occidentali con qualche Lamborghini, Ferrari, Porsche e Hummer parcheggiate in bella vista all’esterno, penso all’inquinamento fuori controllo, al buonissimo tè cinese, penso alle belle cinesi che incontro ogni giorno… penso a tante cose. Penso a questa Cina piena di contraddizioni, penso ai cinesi che hanno questa gran voglia di fare e di emergere, e che in effetti ci stanno riuscendo, e anche velocemente, ma che nello stesso tempo si perdono dentro un bicchier d’acqua. Penso alla Cina che ci sta dando tante possibilità.

lunedì, dicembre 31, 2007

buon anno



auguri di buon anno dal sottoscritto deficiente

... e anche dal deficiente vicino a me.

domenica, dicembre 23, 2007

povera Italia

Leggere gli articoli sul New York Times e quello sul Corriere che riprende l'articolo apparso invece sul Times, ha rafforzato la convinzione che la via da me intrapresa ormai 2 anni fa sia stata quella piú giusta...
Ci si accorge sopratutto stando all'estero quanto immobile, stantio, vecchio é il nostro Belpaese. Tutto é troppo caro, tutti si inculano su tutto: telefonia, internet, assicurazioni, mutui, al mercato, al ristorante... non meraviglia il fatto che stiamo andando a picco. E la copla é solo nostra, perché si, é facile dare la colpa ai politici, ma loro sono solo il riflesso di quello che siamo noi: un paese di egoisti, invidiosi, ignoranti (quanti parlano l'inglese???), vittimisti. La gloria é finita, é ora di rimboccarsi le maniche...

venerdì, dicembre 21, 2007

Shengdan jie kuaile (buon natale)

Eccomi qua, pronto per quest’altro natale fuori casa, senza neve, senza cenone con i miei (Annemaria’s kitchen is the best!!!), senza il dolce stupore dei miei nipoti per i regali, senza l’immancabile messa di mezzanotte (di solito con giá qualche centinaio di bicchieri in corpo di troppo…). E soprattutto un altro natale al caldo, si perché come l’anno scorso a Saigon, anche qua a Guangzhou abbiamo temperature decisamente alte (ieri c’erano 27 gradi). Che dire: nonostante sia ateo (o per lo meno agnostico) a me il natale a casa manca, mancano la neve ed il freddo, le sciate, l’atmosfera natalizia (negli ultimi tempi anche troppo sputtanata), i Glühwein al Christkindlmorkt… Mi rifaró fra un mesetto…
Comunque qui in Cina sono in buona compagnia, Alberto, pure lui montanaro, sente la nostalgia per una bella sciata quanto me, mentre Andrea, veneziano, sente la nostalgia… per un giro in gondola. Abbiamo organizzato pure un bel balletto come auguri di natale: clicca qui. Siamo sempre piú al limite del nostro equilibro mentale e ció si riflette sulle nostre scelte estetiche (clicca qui). Abbiamo avuto tre mesi di superlavoro (cosa a cui ormai non ero piú abituato, infatti la mia allergia al LAVORO sta diventando sempre piú cronica e si manifesta ormai sempre piú spesso sotto forma di prurito cutaneo…).
A parte gli scherzi é stato un anno di grandi cambiamenti e fatiche, di grandi soddisfazioni. É stato il mio primo anno in Cina. Un anno dove ho imparato ad amare questo paese, dopo le iniziali non piccole problematiche di ambientamento. Un anno che mi ha fatto conoscere questo strano popolo, pieno di contraddizioni: infantile da una parte (provate a conversare su un qualsiasi tema con un cinese medio) e maturo (i giovani giá a 18 anni sono spesso a lavorare a centinaia di chilometri da casa, mantenendo tra l’altro i genitori e fratelli), dinamico come popolo (venite a vedere le opere pubbliche che mettono in piedi in pochi mesi; innegabili sono i successi di crescita economica) e macchinoso come individuo (specialmente quando si tratta di comprendere la nostra logica), burbero (e come!!!) e nello stesso tempo, andando a fondo, molto ospitale (quando ti accettano tra loro…). Dopo un anno tiro le somme e devo dire che mi piace vivere qui e mi piace lavorare con i cinesi (che hanno tantissima voglia di fare e imparare). E poi mi piacciono le cinesi…. (motivo per cui vado a lezioni di mandarino, ovviamente).
Ma una bella sciata ragazzi….
Buon natale a tutti, divertitevi, bevetene uno anche per me (con i miei compari non mi risparmieró in proposito) e a presto.

lunedì, dicembre 10, 2007

venerdì, dicembre 07, 2007

Macau

Macau é la cittá piú pazzesca che abbia mai visitato. In gennaio sono arrivato a Macau per entrare in Cina e ci sono tornato questa settimana per passare 2 giorni da turista. Per chi non lo sapesse Macau é un ex colonia portoghese, tornata recentemente in grembo alla madrepatria cinese, godendo peró di uno statuto speciale, che le consente di rimanere una delle capitali mondiali del gioco d’azzardo. Ha giá superato Las Vegas in termini d’incasso sui tavoli di gioco, dove dalla mattina alla sera si accalcano sopratutto cinesi in cerca di fortuna. È una cittá di soli 500.000 abitanti, ma che ogni anno fa 20 milioni di visitatori.
A Macau ci sono tutti i grandi casinó di Las Vegas, dal MGM al Sands, dal Wynn al Venetian. Quest’ultimo, la cui costruzione é stata completata poco tempo fa, é un complesso a dir poco strabiliante. È il casinó piú grande del mondo, costato piú di 2 bilioni di dollari, al suo interno si contano piú di 870 tavoli da gioco e 3.400 slot machines, 350 shop di lusso, un centro eventi da 15.000 posti a sedere e un teatro da 1.800 posti, oltre a 30 ristoranti, un albergo con 3.000 suites (i prezzi partono da 300 euro a notte) ed una spa gigantesca. Ma la cosa piú pazzesca é il terzo piano: ti ritrovi a passeggiare per Venezia sotto un soffitto che riproduce un cielo leggermente velato e azzurro; c’è il Canal Grande dove passano gondole vere con gondolieri che cantano O sole mio… puoi cenare in Piazza San Marco… ad un certo punto ti senti come ubriaco di questa situazione fittizia. L’esterno riproduce anche parti storiche di Venezia: il campanile di San Marco, il ponte di Rialto e il Palazzo Ducale. L’Hotel vero e proprio é un colosso gigantesco che si erge alle spalle del casinó. Il Venetian é la cosa piú imponente che abbia mai visto, e di cose imponenti in Cina se ne vedono tante…
A Macau poi c’é pure una altra zona dove fare shopping o cenare, il Fisherman’s Wharf, che riprende altre parti del mondo. Si trova per esempio un mini Colosseo, delle case olandesi, una zona che sembra New Orleans, un villaggio africano… Oltre a queste zone nuovissime c’é anche il centro storico di Macau, in stile portoghese e molto simile al nostro stile italiano. E questo rende Macau un esperienza ancora piú unica, dove il passato si fonde con il futuro, e l’Asia con l’Europa. Impressionante Macau… e quanta figa…

Ah... dimenticavo: ho tentato la fortuna alla roulette, ma chiaramente non ho vinto un beato ....

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venetian - cielo fintovenetianfacciata s.paolo

giovedì, novembre 29, 2007

Che culo...

Ieri ancora pensavo alla mia sfortuna nelle Filippine, oggi leggo questo articolo su corriere.it e ringrazio per essere dovuto venire via prima del tempo:

Manila, hotel occupato da soldati ribelli contro la Arroyo. Irruzione della polizia

Nell'albergo oltre 200 persone, tra cui molti giornalisti occidentali. La presidente: «L'esercito è con me»

MANILA - Altissima tensione a Manila, dove armati fino ai denti gli agenti della polizia e le forze speciali dell'esercito hanno preso d'assalto l'albergo ormai occupato da diverse ore da un gruppo di soldati ribelli che chiede le dimissioni della Arroyo: i gas lacrimogeni lanciati dagli agenti all'interno dell'atrio hanno creato il caos anche tra i giornalisti che, sfidando l'ordine di allontanarsi, avevano scelto di rimanere nell'hall per documentare gli eventi.

(da corriere.it)

mercoledì, novembre 28, 2007

Odissea

Ho appena passato le 24 ore piú sfigate della mia vita: dovevo passare 4 giorni di relax e invece sono dovuto tornare a casa ancora piú esaurito di quando sono partito.
Parto da Guangzhou lunedì sera con l’intento, appunto, di passare 4 giorni di sole e spiaggia a Boracay, isoletta delle Filippine, famosa per le sue spiaggia bianchissime e per l’atmosfera da paradiso tropicale. Arrivo a Manila e mi fermo per la notte in un albergaccio vicino all’aereoporto. Passo la notte a dormire (troppo stanco per bagordi notturni) e riparto la mattina per Cebu, dove c’è la coincidenza aerea per Caticlan, aeroporto che serve Boracay. Incominciano i ritardi aerei, ma io chiaramente in ferie la prendo con filosofia e calma. A Cebu finalmente ci chiamano per il boarding, il bus aeroportuale ci porta all’aereo e giá mi spavento: un rudere piccolo, vecchio e arrugginito. Va beh penso, volerá se Dio vuole. Saliamo (siamo in 4 passeggeri + i due piloti) e l’aereo traballa per il forte vento. Tutto è pronto, mi tocco giá i coglioni e penso maledetta quella volta che sono salito, che un’addetta all’aereoporto ci blocca dicendo che sta aspettando notizie dall’aereoporto di Caticlan per quanto riguarda il tempo. L’ansia cresce. Dopo mezzora di aspettative cancellano il volo, causa: tifone. Porca troia. Incomincio ad incazzarmi, non ho molti giorni a disposizione e mi sta andando tutto a puttane (almeno ci andassi io…). Allora chiedo all’information center se per caso c’è qualche altro posto dove buttarsi in spiaggia a prendere il sole. Risposta: quasi tutti i posti sono flagellati dal maltempo in conseguenza del tifone. Brutta miseria porca. Allora, penso, tanto vale tornare a Manila e fare qualche pazza serata in qualche locale di dubbio gusto… E cosi faccio. Torno con il primo volo per Manila (volo da incubo, turbolenze continue, mi sono quasi stritolato i coglioni per scaramanzia…). Atterriamo (di fortuna) a Manila: c’è il tifone, vento incredibile, pioggia che ti trafigge, tutto scuro e brutto. A quel punto altre bestemmie e la decisione: basta, torno a casa. Voli per Guangzhou non ce ne sono… allora prendo per Hong Kong. Dopo altre file interminabili di check in, immigration, security checks, riesco ad imbarcarmi. Altro volo da incubo tra turbolenze e vuoti d’aria ed arrivo ad Hong Kong, prendo un pullman e finalmente alle 1 di notte sono di nuovo a Guangzhou. Esattamente 29 ore dopo la partenza. Guangzhou – Manila – Cebu – Manila – Hong Kong – Guangzhou. In tutto sono riuscito a mangiare un croissant ed un tramezzino. Esaurito e stufo mi apro una Moretti e brindo alla mia sfiga….

E c'é a chi é andata peggio (e qui non si parla di una stupida vacanza andata a monta...):
"Case distrutte e interi villaggi spazzati via: nelle Filippine una serie di onde di straordinarie dimensioni, causate dalla violenza del tifone Mitag, hanno provocato danni ingenti sulla costa sud del Paese. Almeno 5 mila persone sono rimaste senza un tetto" (da corriere.it)

domenica, novembre 25, 2007

Aperto... finalmente

Mese intenso: l’apertura del nuovo ristorante è venuta alla grande, tanta bella gente, bon cibo, vino a fiumi, musica dal vivo… un successone. Il nuovo cuoco è un omone di 110 chili, veronese, interista e molto molto simpatico. Adesso sono stanco, ma contento. Domani parto per Boracay, isola nelle Filippine, per 4 giorni di relax in spiaggia. Da solo. Ed ecco un paio di foto dell'apertura del Buongiorno Italian Restaurant di Houjie/Dongguan:









mercoledì, ottobre 31, 2007

trattative esasperanti

La cosa che meno mi piace in Cina sono le trattative: per qualsiasi cosa tu voglia comperare ci vogliono ore di discussioni su prezzo, consegna, cauzione, clausule... Come oggi: negozio di mobili, acquisto di 150 sedie, durata della trattativa 4 (!!!!!) ore. Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!
Alla fine ho deciso di prostituirmi!!! Almeno il prezzo lo decido io... e poi in base alla cliente posso pure applicare un considerevole sconto.

lunedì, ottobre 22, 2007

Giornale di moda cinese

Lifestyle, moda, lusso, high dining e.... rivoluzione!!! Ecco cosa si trova in uno dei giornali piú alla moda in Cina:


domenica, ottobre 21, 2007

Una giornata tipo al Buongiorno

ecco la mia ultima "fatica"....

venerdì, ottobre 12, 2007

Beijing, Pechino. La Capitale

Sará il restyling dato alla cittá in vista delle olimpiadi, sará che i miei occhi sono abituati allo schifo di Guangzhou, ma Pechino nella breve visita fatta con Alberto mi ha dato un’impressione piú che positiva. Spazi aperti, piste ciclabili, molto verde, traffico ordinato… ad un certo punto ci siamo chiesti se eravamo in preda ad allucinazioni o se tutto corrispondeva a realtá. Forse abbiamo avuto solo un culo pazzesco e tutto è andato per il verso giusto. Sta di fatto che siamo arrivati a Beijing prenotando un albergo via Internet che ala fine si è dimostrato essere a due passi (letteralmente) dalla cittá proibita: il Red Wall Hotel, pulito, confortevole e con personale molto gentile. Arriviamo, mettiamo giú i pochi bagagli e ci avviamo subito alla Cittá Proibita, un tempo il centro rituale di due dinastie, quella Ming (1368-1644) e Qing (1644-1911): in totale ricopre piú di 1 milione di metri quadrati. Bertolucci ci ha ambientato il suo “l’ultimo imperatore”. Uscendone arriviamo a Piazza TienAnMen, una delle piazze pubbliche piú grandi al mondo: e in effetti fa proprio impressione, è immensa. Foto di rito sotto il Grande Timoniere (lasciamo perdere eventuali commenti che è meglio…) e ci avviamo ad una visita di Hutong, quel che è rimasto della vecchia Pechino: quartiere con casette basse, con strette viuzze; una tipica abitazione di una famgilia consisteva in 4 edifici disposti verso i quattro punti cardinali e con cortile interno. Al termine ci siamo fermati a mangiare un boccone: anatra affumicata e birretta cinese. La sera l’abbiamo trascorsa nei bar e locali sul laghetto ….
Giorno seguente: affittiamo una macchina con autista e guida per andare a vedere la Grande Muraglia, che è visitabile in vari punti fuori Pechino. Noi abbiamo scelto l’itinerario un pó piú lontano, a circa 90km dalla capitale, ci è stato consigliato al fine di evitare la massa turistica. Ed in effetti non c’era ressa e la situazione era molto tranquilla. Beh, la Muraglia è davvero impressionante, pensare dove e per quanti migliaia di chilometri hanno costruito questo colosso fa venire la pelle d’oca. Per arrivarci si prende una seggiovia (mi aspettavo la Leitner, sono rimasto deluso, hehe) e per scendere ti regalano una scarica di adrenalina dandoti la possibiltá ti buttarti giú per una pista in alluminio su uno slittino su ruote.
Comunque anche per questa visita giudizio ampiamente positivo. Torniamo in cittá, passiamo davanti al villaggio olimpico, i cui lavori sono in dirittura d’arrivo. Lo stadio, visto da fuori, è proprio bello dal punto di vista architettonico…
La sera, con una fame bestia, decidiamo di mangiare la famosa Anatra Pechinese, Kaoya in cinese, prendiamo un taxi e ci facciamo portare nella zona dei ristoranti che servono questa portata. Entriamo in un ristorante a caso, non trovando quello che ci era stato consigliato da un sito internet. Anche stavolta il culo ci assiste e ci porta in un posto, primo molto accogliente, secondo con personale gentilissimo, e terzo dove si mangia da Dio. Incominciamo a preoccuparci che le cose stanno andando troppo bene, e tra me penso: probabilmente al ritorno si schianterá l’aereo…. Comunque, l’anatra pechinese è stato un pasto veramente spettacolare, la carne si scioglieva in bocca e scrivendone mi mi viene l’acquolina in bocca. Birra da litro per acompagnare il tutto e per concludere un paio di grappini cinesi. Serata conclusa di nuovo lungo il lago, birrette a non finire, alla fine l’alcol ci manda a letto felici e contenti: il giorno dopo si torna a Guangzhou, con la certezza di tornare a Pechino, per vedere se è stata soltanto fortuna o se la cittá è veramente accogliente come ci è parsa… Fará una bella impressione questa Pechino durante le prossime olimpiadi.








domenica, ottobre 07, 2007

varie ed eventuali

Sto andando a scuola di mandarino (lingua ufficiale cinese) da tre settimane, due volte la settimana. Inoltre faccio un’atra mezzoretta ogni giorno con una ragazza dello staff. Pian piano faccio progressi, non sento questa grandissima difficoltà nella pronuncia, è riuscire a capire i cinesi il vero problema!!! Ci vorrá un pó di tempo, non ho questa gran fretta del resto. Devo trovarmi assolutamente un Pillow Dictionary (o Sleeping Dictionary)… questo è il segreto per apprendere una lingua straniera.
Domani si va a Pechino, Beijing, a vedere la muraglia, la cittá proibita, a mangiare l’anatra alla pechinese, a passare qualche giorno da turista, a sparare un mucchio di cazzate e fare finalmente il cliente.
A metá mese inizia la grande fiera di Canton, la fiera piú grande al mondo: i prezzi degli alberghi si quadruplicano, e diventa impossibile spostarsi in cittá, non si trovano taxi, bus e metropolitana pieni fino all’inverosimile. E per noi significa farsi un mazzo cosí per due settimane di fila…
Oggi mi sono fatto un Kaiserschmarrn, mi é venuta voglia leggendo il bel blog di Walter.