domenica, luglio 05, 2009

calcio cinese


_MG_1082
Inserito originariamente da alexbonafe
Quando ero in Italia andavo a vedere l'SSV Brixen, lo Sciaves, il Luson... in tribuna. In Cina invece ho conosciuto dei calciatori che giocano in Serie A (China Super League) e che sono miei clienti abituali al ristorante. Cosí capita che mi diano un pass VIP per lo stadio, assista alla partita vicino all'allenatore del Guangzhou e.... capita adirittura che incontri Damiano Tommasi, che gioca ora nel Tianjin.

domenica, giugno 28, 2009

lavoro


gz english channel
Inserito originariamente da alexbonafe
di solito in questo blog parlo sempre di viaggi, di tempo libero, di vacanze, di relax... va a finire che la gente pensi che non faccio un cazzo tutti il giorno.... (hehe). Eccovi allora il servizio del Guangzhou English Channel!

mercoledì, maggio 27, 2009

Hoi An beach

Tutti mi chiedono sempre del "povero" Alberto, espulso dalla Cina. Ecco dove vive il "povero" Alberto. Spero di essere stato abbastanza chiaro...




martedì, maggio 26, 2009

Hoi An countryside...

chi se la ricorda la Cina....




domenica, maggio 24, 2009

Hoi An, Da Nang - Vietnam

Hoi An é la piú bella cittadina che abbia mai visitato in Vietnam. La cittá vecchia é rimasta ancora intatta, anche grazie all'UNESCO che l'ha dichiarata Patrimonio dell'Umanitá. Dentro edifici coloniali francesi e altri che richiamano all'architettura locale si sono insediati negozi d'arte, sartorie, bar e ristorantini. Inoltre nelle immediate vicinanze c'é anche una bella spiaggia, con diversi stabilimenti che offrono ristoro e zone relax.

Il mio amico Alberto, dopo essere stato buttato fuori dalla Cina é finito qui, come in un esilio dorato á la Bettino Craxi. Beato lui. Qui si respira un atmosfera, una calma, che in Cina non si trova.

Hoi An é da visitare assolutamente se si viene in Vietnam.









mercoledì, maggio 20, 2009

Phnom Phen

Ora so perché Phnom Phen un tempo veniva chiamata la Perla d'Oriente. Di certo i terribili fatti della sua storia recente l'ha messa a dura prova, ma secondo me conserva ancora un fascino tutto suo, di città tipica dell'Indocina, con questo suo mix di architettura coloniale francese, di pagode, templi e palazzi in stile khmer, con questo suo frastuono di motorini per le strade, i suoi ristorantini di ogni genere lungo il Tonle Sap River, i suoi baretti pieni di ragazze pronte a vendersi al miglior offerente, con frotte di cambogiani che offrono visite guidate della cittá, marijuana, oppio, cocaina, puttane, ecc. Visitandola si viene catapultati in uno di quei libri scritti dai corrispondenti di guerra che allora popolavano queste zone. 





Io ho letto molti libri, visto molti documentari e film sui conflitti dell'Indocina. Non so perché ma fin da quando ero ragazzino questo tema mi ha sempre affascinato, nel bene e nel male. La tesina delle medie l'avevo incentrata sul conflitto in Vietnam. E infatti da "grande" sono venuto a vivere in questa parte del mondo. Bene, come ho detto prima sul tema delle guerre in Cambogia e Vietnam sono molto preparato. Ma visitare Tuol Sleng, l'ex scuola convertita durante il regime dei Khmer Rossi a luogo di detenzione e tortura per i "nemici della rivoluzione", la famigerata S21, é una cosa a cui ti puoi preparare quanto vuoi, ma rimarrai sempre scosso, turbato, svuotato. Ti trovi dentro queste celle dove inermi esseri umani venivano incatenati, spogliati, violentati, torturati, uccisi. Ti trovi di fronte alle brande dove venivano perpetrate le peggiori cose immaginabili, puoi toccare con mano gli strumenti di cui si servivano questi ragazzini diventati mostri durante gli interrogatori. Ti trovi di fronte a pareti con le foto di identificazione delle vittime. Uomini, vecchi, donne, bambini. Tutto documentato minuziosamente dai loro aguzzini. In qualche modo senti le urla riecheggiare dentro i corridoi. La cosa che lascia ancora piú turbati é che alla fine tutto questo orrore non ha trovato ancora giustizia, visto che si parla di 20mila Khmer Rossi mai processati. Si sanno nomi e cognomi, ma nessun tribunale ha ancora reso giustizia alle oltre 3 milioni di persone morte ammazzate dal regime Pol Pot. Morte ammazzate a colpi di macete, morte di fame, o di sete, di stenti, di malattia. L'essere umano ha delle punte di cattiveria difficili da immaginare. E per questo la gente tende a dimenticare e anon trarre insegnamento dal nostro passato pieni di sbagli e orrori.




Da visitare, oltre che la succitata prigione S21, che ora é un museo al genocidio, consiglio il palazzo reale, il Wat Phnom, pagoda da cui prende il nome la cittá, e il museo della civiltá khmer, per ammirare i fasti del passato di questa un  tempo grande civiltá. La sera fate un giro lungo il Tonle Sap River, lungo la Sisowath Quay. Troverete tanti bei ristorantini all'aperto dove assaporare una calda, umida notte indocinese.




lunedì, maggio 18, 2009

Cambogia - Siem Reap, Angkor Wat, Angkor Thom

La sensazione dall'alto, in fase di atterraggio a Siem Reap, é quella di un paese accogliente, gentile. Casette basse con tipici tetti rossi, in contrasto con la verde natura lussureggiante.  Un caldo umido di assale appena si apre lo sportello dell'aereo e un piccolo aeroporto molto curato e nuovo sono il primo contatto, positivo, che si ha con questo paese che poco piú di 30 anni fa scriveva una delle piú aberranti pagine di genocidio nella storia dell'umanità. Ed é la gente stessa che te ne parla, con quel sorriso tipico dell'asiatico per esprimere vergogna o stupore. "Non capisco perché nessuno abbia pagato per le torture, per le uccisioni..." questa la mia guida, un ragazzo di 29 anni, che durante il regime Pol Pot non era ancora nato,  ma che ha perso un zio ed una zia, morti ammazzati. A questo proposito vi consiglio di leggere "Fantasmi" di Terzani, che a quel tempo ha seguito gli eventi da corrispondente, rischiando a sua volta la vita.

Siem Reap é una cittadina che vive di turismo, per la sua vicinanza con i siti archeologici di Angkor Wat e Angkor Thom.

Il tempio Angkor Wat fu completato nell'anno 1150; questo tempio in tradizionale architettura khmer, che ora é simbolo della Cambogia e appare anche sulla bandiera nazionale,  é di forma rettangolare lungo 1,5km e largo 1,3km. Lo si raggiunge in 10 minuti con un tuk tuk (tipo richout trainato da una motocicletta) da Siem Reap. É una costruzione magnifica, simbolo per il popolo khmer di un glorioso passato. Alla vista delle 5 torri sono rimasto stupefatto, cosí come per le terrazze, le gallerie, le decorazioni intarsiate nella pietra, che raccontano vecchie battaglie contro invasori, di storie mitologiche, di torture, di guerre. Come disse Terzani, quello che é successo negli anni 70 era giá stato scritto centinaia di anni prima nella pietra.

Angkor Thom, nelle immediate vicinanze di Angkor Wat, invece é l'ultima capitale dell'impero Khmer, copre un area di 9km² e al suo interno ha diversi templi e monumenti. Bayon, il tempio piú importante, si trova al centro di Angkor Thom. Le torri raffigurano visi sorridenti e nelle sua mura sono intarsiate altre storie mitologiche.

Durante gli anni di abbandono la natura si é impossessata di questo sito ricoprendo interi edifici con le radici dei suoi alberi.

Vari lavori di restauro sono in corso, Angkor Thom con Angkor Wat é da anni ormai dichiarato patrimonio dell'umanitá da parte dell'UNESCO.










domenica, maggio 17, 2009

trenta

Trent’anni di matrimonio con la vita, un’unione a volte tormentata certo, ma un’unione che ho saputo apprezzare, col tempo. Apprezzo, cara vita, che mi regali quei momenti di assoluta spensieratezza, con gli amici, davanti ad un boccale di birra; apprezzo, cara vita, quando ancora riesci a commuovermi per un film, un libro, una canzone; apprezzo cara vita, quando ancora mi fai credere in qualche cosa; apprezzo, cara vita, quando riaccendi in me la voglia di sognare, di viaggiare, quando risvegli in me quella curiosità che non mi fará mai stare fermo; apprezzo, cara vita, quando ancora mi fai innamorare come un adolescente, regalandomi notti insonni e giorni senza appetito; apprezzo, cara vita, che mi doni amicizie che mi porteró sempre nel cuore, amicizie sincere, vere, genuine; apprezzo, cara vita, quando fai nascere in me dubbi, che mi fanno riflettere, su di te, la vita appunto.
Io cerco di ripagarti, cara vita, svegliandomi ogni giorno con un sorriso, con la voglia di migliorarmi, di conoscere altri punti di vista. Cerco di celebrarti ogni giorno, cara vita. Perché sei preziosa. Ma non eterna.

mercoledì, aprile 29, 2009

la Cina é anche questa...

In 8 su una moto. Trovato su un sito cinese. Io al massimo ero arrivato a portare in giro 4 persone quando vivevo in Vietnam. Ma la Cina si sa, fa le cose sempre in grande....



martedì, aprile 07, 2009

Shanghai

Breve, troppo breve, viaggio per capire la capitale economica della Cina, 2 giorni sono troppo pochi, ma il senso era di passare un fine settimana diverso e l’intenzione é stata raggiunta.
Shanghai è, in vista dell’Expo 2010, un cantiere a cielo aperto. Polvere, rumore frastornante di gru e martelli pneumatici, strade sventrate, grattacieli che vengono edificati ad ogni dove… e nonostante ció la sensazione che se ne ricava é di una cittá piacevole, a misura d’uomo, dalle mille sfaccettature, con un’aria europea, vuoi per i molti stranieri che la popolano, vuoi per le casette in stile europeo, vuoi per il Bund.
Abbiamo visitato il Jingan Temple, il Jade Buddha Temple (niente di eccezionale…), la cittá vecchia con i giardini Yuyuan (che puzza tanto di trappola per turisti, con le varie catene McDonalds e Starbucks in tipici pseudo vecchi edifici cinesi), il Bund, complesso di edifici coloniali europei, il nuovo distretto finanziario Pudong, la zona pedonale di Nanjing Road.
La sera ci siamo divertiti nella zona di Xintiandi: una zona che ricostruisce vecchi edifici cinesi, stretti vicoli, muri con mattoni a vista, e nella quale sono stati insediati ristoranti, bar, negozi e qualche discoteca. Inutile dire che si trova un sacco di bella gnocca. Consigli per chi ci andrá: andate al Paulaner Brauhaus, musica dal vivo, birra a volontà, ecc. per assaporare una buonissima cucina cinese invece consiglio il ristorante Zen. Al Luna invece ci siamo spaccati un bel piatto di costine di maiale, gustosissime. Anche in questo locale musica dal vivo, e una bella atmosfera.
La sensazione che abbiamo ricavato da Shanghai è piú o meno la stessa che ne ricaviamo vivendo qui in Cina: di una società dinamica, giovane, con una voglia di emergere e di divertirsi. Un dinamismo contagioso, “energy for the brain”. Difficile da spiegare a chi non è stato da queste parti.








domenica, marzo 22, 2009

be whoever you want to be

Ho appena visto il film "The Curious Case of Benjamin Button". Molto bello. Guardatelo.
Tramite una lettera alla figlia, che non ha visto crescere, il protagonista del film cerca di trasmettere alcuni insegnamenti, nei quali mi riconosco in pieno e che anche io, quando avró figli, cercheró di tramandare. É la scena piú bella del film e mi ha regalato una forte emozione, come gran parte del film del resto.

for what's it worth it's never too late or, in my case, too early
to be whoever you want to be
there is no time limit
stop whenever you want
you can change or stay the same
there are no rules to this thing
we can make the best or the worst of it
(I hope you make the best of it)
And I hope you see things that startle you
I hope you feel the things you've never felt before
I hope you meet people with a different point of view
I hope you live a life you are proud of
and if you find that you are not,
I hope you have the strenght to start all over again.

domenica, marzo 15, 2009

The perfect saturday

Ho passato il SABATO PERFETTO: partita a calcetto, vincendo 13 a 12 contro una selezione di giovani cinesi che correvano come i diavoli (ho segnato 5 gol!!), poi pizza & birra, poi massaggio con trombata e infine fiumi di birra nei locali notturni di Guangzhou. Cosa vuoi di piú dalla vita? 

giovedì, marzo 05, 2009

Il matrimonio di Luca mi ha fatto pensare, ormai mi avvio ai fatidici trent'anni ed é ora di darsi una regolata. O forse no....


sabato, febbraio 28, 2009

Matrimonio vietnamita

L'occasione del matrimonio del nostro amico Luca é stato il motivo per il nostro breve soggiorno in Vietnam. Abbiamo preso parte alla cerimonia tradizionale vietnamita, svoltasi la mattina, e alla festa in stile occidentale la sera. La tradizione vietnamita vuole che sette testimoni dello sposo portino dei doni alla sposa prima delle celebrazioni. Il tragitto fino alla casa dove si svolgeva lo sposalizio lo abbiamo fatto in cyclo, sotto un sole cocente, vestiti a festa. Piacevole e interessante la cerimonia. Da mille e una notte invece la festa la sera, praticamente a due passi dal mare, intorno ad una piscina. Un ricchissimo e delizioso buffet di pesce e cibo vietnamita e la compagnia giusta hanno reso la serata veramente unica.






venerdì, febbraio 27, 2009

i sette testimoni

giovedì, febbraio 26, 2009

Vietnam again

Breve vacanza in Vietnam con Andrea (passando per Macau), l'occasione era il matrimonio, bellissimo, del nostro amico Luca. Abbiamo lasciato il Vietnam con un pó di magone....
Mi porto dietro il ricordo di una bellissima ragazza, Sara:


giovedì, febbraio 12, 2009

serata alcolica


Serata alcolica iniziata con Tony, si é poi aggiunto Manfredo... pian piano si riforma il gruppo di imbecilli di Canton. Che mal di testa.... Bevuto: birra alla spina Tiger, B52, White Russian, Grappa Eleuteri (ci siamo fatti fuori una bottiglia), Birra Weizen.


lunedì, febbraio 02, 2009

Grazie a tutti quelli che mi hanno fatto passare delle piacevoli e come al solito umide (nel senso di umiditá alcolica localizzata per lo piú in gola) vacanze. 10 giorni di Alto Adige in questo periodo sono un sogno, per me poi che sono via tutto l’anno é una droga a cui sono completamente assuefatto, impossibile e insensato smettere.
Grazie mamma per le stupende Lasagne, i Knödl, il Gulasch col Puree. Le pietanze preparate da te sono commoventi. Grazie Didi per il tuo saper essere allo stesso tempo persona di grande cuore e maniaco sessuale, grazie Giovanni per non farmi sentire l’unico rimasto ancora bambino, grazie Christian per le sciate, per la Porta Vescovo, per la Gran Risa, grazie Luca e Manfredo per essere venuti a vedere con i vostri occhi la mia terra natale. Grazie Patrick per le scarrellate di Spritz Veneziano (e non solo di quello), grazie Belze per regalarmi momenti di pura demenza senile, grazie Marco Sferra & Co. per farmi ricordare la genialità dell’essere cresciuto in quel paesello… Ci accomuna una cosa che mai nessuno ci prenderá, lo sentiamo a pelle e neanche anni e 10mila km di lontananza cancellano questa sintonia.







lunedì, gennaio 26, 2009

Südtirol parte seconda: Bal Badia, Val Gardena e Marmolada

Altre giornate sugli sci con gli amici nel Paradiso della Montagna chiamato DOLOMITI...








venerdì, gennaio 23, 2009

Südtirol

Giornata sugli sci a Racines, spettacolare sotto ogni punto di vista. Ha fatto tonnellate di neve quest'anno. Le immagini parlano da sole:





mercoledì, gennaio 21, 2009

Back to the roots

Eccomi di nuovo nel mio amato Südtirol, completamente innevato. 10 giorni di montagna, di sci, di famiglia, vecchi e nuovi amici. Ecco come si presenta la vista dalla mia finestra alle 8 di mattina:

giovedì, gennaio 01, 2009

Buon 2009

Apro l'anno con le foto della festa che abbiamo fatto al ristorante. Ho chiuso l'anno cosí come l'ho vissuto: insieme agli amici e insieme al mio staff. Grazie a tutti.




giovedì, dicembre 25, 2008

Giorno di Natale in Cina, il saluto di tre anime tormentate

Oggi insieme a Luca ed Andrea ho passato un pomeriggio di Natale orientale e completamente atipico nel nostro immaginario. Partiti in cerca della chiesa cattolica, per la quale il Luca aveva un indirizzo (non certo io, persona notoriamente blasfema, filobuddista e gran bestemmiatore, ne tanto meno Andrea, il quale ci ha confessato: “Sono 16 anni che non entro in una chiesa”).
Dopo le solite difficoltà di comprendonio con il tassista di turno ci ritroviamo ad un certo punto a camminare per dei vicoli che nel nostro immaginario potrebbero essere quelli di della Vecchia Cina, di vecchie casettine una a ridosso dell’altra e vicoli strettissimi al punto da permettere ai vicini di passarsi le cose da finestra a finestra. Deve essere proprio strano per questi vecchi cantonesi, seduti davanti dalle loro casupole a barcamenarsi con faccende quotidiane vedere questi 3 strani individui bianchi passeggiare per le loro viuzze. Si percepisce una celata curiosità. Noi d’altronde ci sentiamo un pó fuoriluogo, specialmente in questo periodo, ma la stravaganza delle circostanze rende la vita piú interessante, alle volte.
Troviamo la “chiesa”, chiaramente in ritardo per la funzione programmata per le ore 15.30. Non c’è nessuno. Beh, per lo meno la buona volontà ce l’abbiamo messa.
Ripieghiamo su una zona pedonale, una delle piú trafficate, come poi avremo modo di constatare, di Guangzhou. Migliaia e migliaia di giovani cinesi che acquistano vestiti negli innumerevoli negozietti, altri che mangiano gelati, frutta caramellata, spiedini di non so che animale, altri ancora che si fotografano (sembra lo sport nazionale da queste parti, tutti immancabilmente in posa con medio e indice messi a V). Una fiumana di giovani che vuole passare il tempo, divertirsi, vedere e farsi vedere.
E in mezzo noi tre: passiamo da momenti allegri e goliardici ad altri piú maliconici e introspettivi. D’altronde il Natale è un periodo per tirare le somme, per farsi dei propositi. Trovarsi una compagna o no? Continuare con la comoda vita da single? Come possiamo sfondare nel mercato cinese? Ma quanti anni ci facciamo ancora da queste parti?
Queste sono le alcune domande che ci siamo posti in questo pomeriggio natalizio. Siamo in cerca delle risposte, se mai ce ne saranno. Intanto vi auguriamo un Buon Natale da Guangzhou, Cina del Sud. Andrea, Alex e Luca


martedì, dicembre 23, 2008

Natale, fine anno 2008

2008 passato come un siluro, qui in Cina mi sembra di vivere alla velocitá della luce, in totale areodinamicitá. Sto invecchiando senza neanche accorgermene, gli anni vanno senza chiedermene il permesso, ed io in effetti per questo fatto incomincio anche un pó ad incazzarmi. Fermati, tempo di merda!
La cittá nel frattempo si é svuotata, naturalmente gli stranieri preferiscono passare il Natale nei propri paesi, con le proprie famiglie, magari al caldo di un caminetto acceso. Un tipico scenario da Walt Disney insomma. Le bestie che invece come me sono rimaste festeggiano un Natale atipico e malinconico, ma non per questo senza il calore umano che dovrebbe essere sprigionato da queste ricorrenze. Tante volte lo penso e lo sento dire anche da altri compagni di sventura: qui nella giungla i legami sono forse forzati dalle circostanze, ma tante volte sono legami che poi si fanno serrati. Certo a (rare) volte la nostalgia affiora, ma la compagnia non manca e essendo tutti imbarcati volontari in questa avventura chiamata Cina, ma che potrebbe chiamarsi con il nome di un altro paese ed è semplicemente il vivere “abroad”, la sintonia di pensieri non è rara, cosí come l’apertura mentale e alla fine ci si trova a discutere con propri simili. Bestie, come usiamo chiamarci qui. Lo zoo di Guangzhou: Manfredo, Luca, Simone, Tony, Andrea, lo Zio, Diego, Damiano, Ugo, Riccardo, Alessandra, Simona, Filippo, Benedetto, Alberto, Roberto, Gabrilli, Antonio…. tanti tanti altri personaggi, ma proprio personaggi da film tipo “The Big Lebowski”, ognuno con le sue (malsane) manie, ognuno con il proprio modo di porsi, ognuno con un suo (grande) cuore. La fortuna mia piú grande forse è proprio questa: avere la possibilitá di conoscere tanta gente in gamba, chi mi regala un sorriso, una risata, chi un complimento, chi una bella chiacchierata… il calore umano da queste parti non manca ed è questo che piú mi appaga, è per questo che mi alzo la mattina. Tutto il resto è relativo.
Buon Natale a tutti e grazie di cuore

P.S. Sto lavorando al mio libro su tutti voi, bestie. Il titolo sará “L'opera struggente di un formidabile perverso”. Non faccio prigionieri.



domenica, dicembre 07, 2008

Di nuovo in Cina

Di nuovo in Cina. Ieri festa di compleanno del nostro ristorante di Houjie.





giovedì, dicembre 04, 2008

Coming back

La situazione a Bangkok sembra sbloccata, la corte costituzionale tailandese ha dichiarato nullo il presente governo interdicendo il premier dalla scena politica del paese per 5 anni. Il normale funzionamento dell’aeroporto viene pian piano ripristinato, permettendo ai “poveri” turisti di tornare nei loro paesi. La Tailandia paga comunque a caro prezzo la propria situazione politica, mesi e mesi di scontri, proteste, disordini e il culmine con il blocco di uno dei piú trafficati aeroporto asiatici, che è costata alla nazione una cosa come 500 milioni di dollari, secondo un servizio Al Jazeera. I resort qui a Phuket lamentano cancellazioni di massa, un decremento del 50% degli arrivi rispetto all’anno precedente a detta di alcuni operatori. La situazione viene presa con rassegnato sconforto dai thai stessi e con una punta di vergogna verso chi come me visita il loro paese e viene colto da questi imprevisti. E ad imbarazzarmi sono invece io stesso. Loro a dover fare i conti con una crisi abbastanza drammatica e a chiedere scusa a me, che sono in ferie e mi sto godendo le loro meraviglie.
Comunque il volo è prenotato, direzione Bangkok e poi Hong Kong, giorno 5 dicembre. Dalla Tailandia te ne vai sempre con un punta di malinconica tristezza, fai presto ad affezionarti al posto, alla loro gente, alle loro maniere.

lunedì, dicembre 01, 2008

Phuket - Patong beach

Destinazione finale raggiunta: Patong Beach a Phuket, simbolo forse della Thailandia turistica, i massaggi seri e semiseri, i negozi che vendono tutto a basso prezzo, i transessuali (kathoey) che offrono servizi indimenticabili (ci credo sulla parola…), i ristorantini e bar all’aperto, i suoi turisti di ogni tipo, dal backpacker all’inglese rozzo e ubriaco, alla famigliola, ai gruppi di ragazze dal nord Europa. Siamo dunque qui e ci godiamo ultimi giorni di relax, senza peraltro sapere quando potremo rientrare, dato che a Bangkok hanno bloccato l’aeroporto da una settimana e tutti i voli per Hong Kong sembrano essere di conseguenza pieni. Purtroppo questa protesta sta mettendo in ginocchio il settore turistico e molti operatori di questo settore sono non poco preoccupati. Giá la crisi mondiale finanziaria ha diminuito non poco gli arrivi in questo paradiso della vacanza, adesso seguiranno massicce perdite di posti di lavoro. Dispiace anche vedere la gente del posto quasi rassegnata alla propria sfortuna. C’è una maglietta che viene venduta come tante altre in tema Thailandia qui nei mercatini che riepiloga tutte gli eventi che hanno colpito questo paese: SARS, aviaria, tsunami, terremoto e alla fine c’è scritto: What’s next?? Io ci metterei proprio questo blocco dell’aeroporto, che ogni giorno ha un impatto notevole in termini di soldi e immagine, indipendentemente dalle ragioni dei manifestanti.
Comunque la Thailandia rimane per adesso il paese che adoro di piú in Asia, con la gentilezza della sua gente, con i suoi ottimi servizi, le sue spiaggia paradisiache, la sua enorme offerta culinaria, il popolo strambo che la affolla, le sue meravigliose ragazze. Prima o poi verró a viverci, me lo riprometto. Questione di pochi anni.

sabato, novembre 29, 2008

Koh Lanta - Koh Phi Phi

Il viaggio da Koh Lipe a Koh Lanta, sempre in speedboat, é stato meno duro di quanto prospettato, le tre ore sono volate nonostante il mare in alcuni tratti abbastanza mosso. Stavolta ci siamo seduti in fondo… A Koh Lanta abbiamo alloggiato press oil Clean Beach Resort, bungalow a due passi dalla spiaggia, buon ristorante, buoni cocktail soprattutto: gli abbiamo provati praticamente tutti in una sera, sotto lo stupito sguardo del personale. Lanta é un bel posto dove passare qualche giorno in completo relax, ci sono dei bei baretti da chillout sulla spiaggia, offrono musica, stuoie e cuscini dove sdraiarsi, wireless per chi come me ha bisogno di internet (io lavoro, e che credete che sono in ferie??), buon cibo thai e non, drinks e cocktails.
Il viaggio da Lanta a Phi Phi dura circa 1 oretta in barca. Abbiamo fatto un giro turistico con le tipiche barchette thai per Phi Phi Leh, visitando la spiaggia resa famosa dal film “the beach” Maya Bay: a dir poco spettacolare, peccato che sia assaltata da migliaia di turisti, ma vale comunque la pena farsi prendere dai colori che la natura ci offre in questo meraviglioso posto. Alloggiamo al Andaman Beach Resort, sull’isola Phi Phi Don. Anche qui bei baretti sulla spiaggia, anche qui questa atmosfera backpacker/alternativa/reagge/chillout, thai coi rasta, tattuaggi, infradito, thai pancake, birra singha, marijuana, fuochi in spiaggia. E vorresti che questo momento di relax durasse di piú…






giovedì, novembre 27, 2008

Koh Lipe

Il viaggio in speedboat é una cosa che bisogna provare, ma non sedendosi dietro, ma nei primi posti come abbiamo fatto noi: un su e giú ad ogni piccola onda, a tutta velocità. Divertente.
Arrivati a Koh Lipe ci assale subito la bellezza di questa isoletta thai: mare verde chiaro, spiagge bianche. É molto piccola come isola, ci sono alcuni resorts, ristoranti e bar, tutto ovviamente sulla spiaggia. Prossima destinazione Koh Lanta.




martedì, novembre 25, 2008

Langkawi

Langkawi é un piccolo gioiello di isola malese, vicino al confine con la Thailandia. Poca vita notturna, qulche bel ristorante, tra cui consigliamo vivamente l”Osteria, ristorante italiano dove ci siamo riempiti di pesce e vino bianco, belle spiaggie, mare verde-azzurro da cartolina. L’isola é poi abitata da moltissime aquile, che si vedono roteare in cielo e infatti anche il nome sembra derivi da questo. Ci siamo fermati due notti, per poi prendere uno speedboat diretto a Koh Lipe. Thailandia.