venerdì, agosto 15, 2008

Viaggio nel Guangxi

Frullava in testa ad Alberto da un pó di tempo e avendo sentito dei racconti positivi in merito one ero attratto pure io: esplorare i dintorni di Guilin, il cui fiume Li attorniato da imponenti formazioni carsiche sono uno dei quadri paesaggistici piú famosi della Cina. Inoltre avevamo in programma anche la visita della zona montagnosa nella contea di Longji, dove si trovano pittoresche coltivazioni a terrazza di riso.
1.giorno:
Arriviamo a Guilin dopo 1 ora di volo da Guangzhou, prendiamo un taxi per un'altra ora e mezza che ci porta ad un molo sul fiume Li, dove ci aspetta un simpatico cinese, con il quale mi ero messo d’accordo giá preventivamente, che ci fa salire sulla sua piccola imbarcazione (piú zattera direi…) fatta di bambù. In 4 ore circa ci porterà a Yangzhuo, passando per dei paesaggi a dir poco spettacolari: imponenti montagne verdi che sovrastano le sponde del fiume. La zattera viaggia a passo d’uomo, e questo da la possibilità di ambientarsi, di rilassarsi, di mettersi in pace con la natura circostante. Lo scenario ci lascia comunque a bocca aperta e ci godiamo veramente questo momento.
Arriviamo a Yangzhuo verso le 6 di sera e ci facciamo subito un giretto per la West Street (Xi Jie in cinese), famosa per essere il fulcro turistico della cittá, con i suoi ristorantini, alberghi, i negozietti che offrono i soliti souvenir. Le prime impressioni che abbiamo avuto sono state:
- i giovani del posto parlano un ottimo inglese, strano per essere in Cina
- la cittadina sembra una di quelle mete amate da backpacker, e ció non mi dispiace
- il turismo cinese, che la inonda, è il piú volgare e fastidioso che abbia mai avuto il dispiacere di incontrare
- le pietanze cinesi dei ristoranti che abbiamo provato sono molto molto buone
- ci sono tante belle e simpatiche topoline del posto la cui conoscenza vale la pena approfondire
- siamo i soliti porci di sempre, nonostante la maschera di viaggiatore serio che cerchiamo di darci
Passiamo dunque la serata a passeggiare per i vicoli tipici di Yangshuo. Per finire la serata, un bel Oil Body Massage, che mi ha lasciato con l’amaro in bocca, non vi spiegheró perché, questa non è la sede adatta per parlarne…
2. giorno: dintorni di Yangshuo, Shangri La, Dragon Bridge, Black Buddha Cave, Moonhill
Ci promettiamo di alzarci alle 7 per visitare i dintorni di Yangshuo, che promettono essere molto affascinanti. Infatti giá verso le 10.30 (!!!) siamo a fare colazione e verso mezzogiorno siamo su uno scooter che seguiamo la nostra simpatica guida cinese del posto (Ding), che ci fará assaporare degli angoli di Cina veramente incantevoli. Non sono mancate ovviamente le cazzate, ma vi assicuro che alcuni scorci di questa campagna lasciano con il fiato mozzato e questa escursione ha rilassato sia mente che spirito (un pó meno il fisico, visto che dopo tutte quelle ore in moto avevamo il culo a pezzi). Abbiamo visitato vecchi villaggi, campagne coltivate, visitato una grotta dove ci siamo immersi in un bagno di fanghi. Cena di nuovo a base di pietanze cinesi: pollo, anatra, calamari, ed un ottimo pesce cucinato nella birra, specialitá del posto (pijiuyu in cinese). Serata di nuovo a Yangshuo, sulla West street, a bere birra locale e commentare la “moda cinese” che pure qui offre spettacoli irripetibili…
3. giorno: dintorni di Yangshuo, villaggio Liugong, villaggio di Fuli
Anche questa giornata la dedichiamo all’esplorazione della campagna in scooter: bufali d’acqua, contadini che si spaccano la schiena nei campi, bambini che giocano, piangono, corrono… incontriamo sguardi duri come la pietra, duri come il lavoro che svolgono giornalmente, ma un incuriosito sorriso non viene mai disdegnato allo straniero che saluta. Passare queste terre povere, questi vecchi umilissimi villaggi, percepire la fatica dei contadini nei campi ci fa riflettere sulla nostra fortuna. E quanto ci sembrano inutili le tante lamentele che ogni giorno noi fortunati abbiamo. Bisognerebbe apprezzare ogni tanto, invece di volere sempre di piú. Attraversiamo villaggi vecchi 1500 anni, vicoli stretti, case vecchie, porte e finestre aperte allo sguardo di tutti, vecchi poster di Mao appesi, sembra che sia ancora idolatrato da queste parti, TV sintonizzate sulle olimpiadi: One World – One Dream… e qui ce né da sognare, ce né eccome. A noi invece, saturi di cittá inquinata, rumori assordanti e arie condizionate ci fa sognare il paesaggio, l’aria pulita, gli odori e i colori.
È un discorso che vado ripentendo a me stesso da tempo ormai: finché ce né debbo prenderne, assaporando ció che prendo. Perché un giorno tutto finirà, e non so quando, come non lo sa nessuno, e quel giorno non potrò appellarmi a niente e nessuno. Percui cerco di approffittarne. E gustarmi i momenti, la gente, i sapori, i luoghi che la terra puó offrire. Con rispetto ovviamente.
La sera assistiamo ad uno spettacolo che si ripete ogni sera dell’anno qui a Yangshuo: the Impressions of Liu Sanjie, spettacolo allestito sul Li River, con i dintorni che ne fanno da teatro (quando illuminano le montagne carsiche di viene un brivido lungo la schiena, credetemi), diretto dal regista cinese Zhang Yimou (famoso per i film “Lanterne rosse” “Hero” “La foresta dei Pugnali Volanti”). Ci sono 700 persone che lavorano a questo spettacolo, tra cui pescatori e contadini del posto. 4000 spettatori al giorno, sempre full booked. E avendolo visto ora so perché. Da pelle d’oca.
4. giorno: dintorni di Longji, villaggio di Ping An, contea di Longsheng
Sempre organizzata tramite la nostra guida, questa escursione è stata la ciliegina sulla torta del nostro viaggietto nel Guangxi: visitato le coltivazioni i riso di Longji, in montagna. La camminata dura 4 ore, senza particolare fatiche. Non sembra vero sentire esclusivamente rumori come ruscelli , cinguettii, il fruscio del vento che si alza nella boscaglia. So che posso sembrare ormai sull’orlo della demenza mentale, ma provate voi a vivere in una metropoli cinese di 20 milioni di abitanti, poi mi dite…
In ogni caso, sia ad Alberto che a me, questa camminata risveglia vecchi ricordi di gioventú, essendo entrambi cresciuti nell’arco alpino, e ci rendiamo conto di quanta fortuna abbiamo avuto a venire su in mezzo alla natura. Lo spettacolo, anche in questo caso, è meraviglioso. E anche qui incontriamo sguardi gentili e curiosi di contadini e pastori. Una cosa mi stupisce: i villaggi assomigliano in qualche modo a quelli nostri di montagna, vuoi per il tipo di costruzioni , per gli odori, per gli affaccendamenti. Che strano ritrovare situazioni che risvegliano ricordi di casa a 10mila km di distanza.
5. giorno: ritorno a casa, Guangzhou
È stato un viaggio fantastico, rigenerante per molti aspetti. Abbiamo trovato un Cina ancora ancorata alle sue tradizioni, autentica. Abbiamo trovato degli scenari, dei paesaggi unici, spettacolari, magici.




















Altre foto le trovate qui:
Longji Rice Terraces
Yangshuo and Li River

4 commenti:

Elisa ha detto...

Ma... te l'ho mai detto che ti invidio?!

Alex ha detto...

:-)

Anonimo ha detto...

BELLISSIMO!!!!!
Tony

roberto ha detto...

CHE BELLO. . .E PROPRIO UN TIPO DI VIAGGIO CHE PIAGEREBBE FARE ANCHE A ME. . . .