venerdì, settembre 15, 2006

madame M.

Funerale di Mauro Massimo. Ha lottato per anni con il cancro e come per beffarlo se l’è portato via un infarto a 51 anni. È un pensiero ricorrente negli ultimi tempi: morte. Che cos’è? Che cosa c’è dopo? Ma soprattutto quando??? Mi ha sempre terrorizzato il pensiero che un giorno tutto finisca, inesorabile, senza possibilità di appello. E continua a terrorizzarmi tanto che in certi momenti mi ritrovo avvolto da questi pensieri con attacchi di panico che riesco a controllare a fatica. Io non ho la verità in tasca e questo mi frega, non mi posso appellare a una qualche giustizia divina, perché non ci credo, non posso guardare oltre il fatidico attimo con speranza, perché non ne ho. Però mi sono accorto che ultimamente mi faccio un sacco di domande in proposito; sono passato dall’essere cristiano in gioventù (credo) all’essere ateo (non ci credo) nell’adolescenza per poi passare all’agnostico (non so) degli ultimi tempi.
Eppure che tu lo voglia o no il momento si avvicina, sempre e comunque, niente e nessuno ferma il tuo appuntamento con Madame M. Ed è per questo che cerco di vivere il mio tempo con intensità, è per questo che non mi sono voluto fermare al solito PRODUCI-CONSUMA-CREPA (CCCP docet). Perché a parte piacevoli quanto corte parentesi la vita da noi è incentrata tutta sul lavoro: ti alzi la mattina, vai a lavorare, mangi, lavori, torni a casa e forse esci qualche oretta. Il giorno l’hai passato a lavorare. Ti fanno il lavaggio del cervello, ti costruiscono bisogni artificiale che ti portano poi a spendere più soldi, per poi farti lavorare di più, pian piano consideri una vita passata a lavorare e tirare avanti, oltretutto sotto stress, la normalità delle cose. E il tempo prezioso ed unico se ne va, e tu le scomode domande (ma è tutto qui?...) non te le poni più tanto spesso, perché ti ricorderebbero una spiacevole verità: il tempo andato non lo recuperi più. Finished. E allora mi chiedo: perché non provare qualcosa di diverso? Perché non sorprendersi in decisioni folli? Perché non rischiare? Perché rinchiudersi in preconcetti inventati da altri? Perché precludersi tante possibilità? Perché buttare via il tempo, così prezioso e unico?

3 commenti:

TEX ha detto...

la morte è la nostra eterna compagna. E' sempre lì alla nostra sinistra, ad un passo di distanza da noi. Ci osserva, ci sussurra all'orecchio, a volte...sentiamo il suo gelo.
E' lì accanto a noi, ci osserva, ci osserverà sempre, sino al giorno in cui ci toccherà.
La morte è il nostro più vicino saggio consigliere, ogni volta che ne senti il bisogno, voltati e chiedi consiglio a lei, la troverai lì, alla tua sinistra, disponibile.
Se imparerai a farlo senza vani timoriti sbarazzerai delle maledette meschinità proprie degli uomini che vivono senza mai cercare di capire cosa sia la morte e così tirano avanti, come se la morte non dovesse mai toccarli.

(ANONIMO)

dazzo ha detto...

belle parole alex...non so cos altro dire!
se posso ti consiglio un libro di tiziano terzani che a me a consigliato patrick(colombina)e mi e piaciuto si chiama ultimo giro di giostra,che parla tra le altre cose della malattia e della morte!Ora sto leggendo l ultimo che ha pubblicato suo figlio in quanto lui madam M,se l e portato via.

Alex ha detto...

caro dazzo, il libro lo comprato ed è già in valigia, me lo gusterò in terra vietnamita. SERVUS!!!